mercoledì 31 gennaio 2007

Hot-line Arcore-Vaticano

Da Libero di oggi: "Ruini chiama il Cavaliere: aiutaci a fermare i pacs E Silvio: sono anticristiani"
Non che il fatto mi meravigli più di tanto!

Don Camillo: pronto, chi parla?
Cav.: Eminenza, sono S----o, devotissimo.
D.C.: cosa c’è, S----o, cosa vuoi ancora?
Cav.: mi chiedevo, Eminenza, se quel padre confessore di Macherio le avesse per caso confidato qualche particolare preoccupazione, sa, la mia signora, la vedo strana, non vorrei mi nascondesse qualcosa…
D.C.: S----o, S----o, stai tranquillo, lo sai, se ci fosse qualcosa te l’avrei fatto sapere come al solito! Piuttosto, S----o, mi raccomando, sui PACS mi aspetto un corposo aiuto!
Cav.: Eminenza, non mi dirà che non ha sentito i miei deputati e i miei editorialisti, mi sono tanto raccomandato!!!
D.C.: Sì, sì, li ho sentiti, ma io intendo un tuo intervento personale, in TV, ma non da Mentana a notte fonda che ti vedono solo i disoccupati.
Cav.: Eminenza, lei lo sa, non mi posso esporre, sono divorziato e risposato, mi fanno una beffa, come faccio a ergermi a paladino della famiglia indissolubile?
D.C.: va bene, ma tu vai al TG delle 20 e ti fai presentare da R–––-a, come sa fare lui, ma poi, scusa, non ti avevo già indicato quel cardinale della sacra rota per il proscioglimento?
Cav.: Lei ha ragione, eminenza, ma così mi metto contro M––a e PierS----o, e quei due mi possono mettere in minoranza in CdA, da quando per il conflitto d’interessi lei mi consigliò di intestare tutto a loro!
D.C.: Va be’ S----o, ma si può sapere quanti anni ha la tua ex?
Cav.: Una settantina, perchè?
D.C.: E allora! Sono più o meno quelli che aveva Luciani quando fu eletto; come sta di salute la befana?

Veronica, non posso, ho il pasemaker!

Avrei potuto semplicemente linkarla, ma la paura che prima o poi la levano, mi ha fatto preferire la copia integrale.

"Egregio Direttore,

con difficoltà vinco la riservatezza che ha contraddistinto il mio modo di essere nel corso dei 27 anni trascorsi accanto ad un uomo pubblico, imprenditore prima e politico illustre poi, qual è mio marito. Ho ritenuto che il mio ruolo dovesse essere circoscritto prevalentemente alla dimensione privata, con lo scopo di portare serenità ed equilibrio nella mia famiglia. Ho affrontato gli inevitabili contrasti e i momenti più dolorosi che un lungo rapporto coniugale comporta con rispetto e discrezione. Ora scrivo per esprimere la mia reazione alle affermazioni svolte da mio marito nel corso della cena di gala che ha seguito la consegna dei Telegatti, dove, rivolgendosi ad alcune delle signore presenti, si è lasciato andare a considerazioni per me inaccettabili: " ... se non fossi già sposato la sposerei subito" "con te andrei ovunque".

Sono affermazioni che interpreto come lesive della mia dignità, affermazioni che per l´età, il ruolo politico e sociale, il contesto familiare (due figli da un primo matrimonio e tre figli dal secondo) della persona da cui provengono, non possono essere ridotte a scherzose esternazioni. A mio marito ed all´uomo pubblico chiedo quindi pubbliche scuse, non avendone ricevute privatamente, e con l´occasione chiedo anche se, come il personaggio di Catherine Dunne, debba considerarmi "La metà di niente". Nel corso del rapporto con mio marito ho scelto di non lasciare spazio al conflitto coniugale, anche quando i suoi comportamenti ne hanno creato i presupposti. Questo per vari motivi: per la serietà e la convinzione con la quale mi sono accostata a un progetto familiare stabile, per la consapevolezza che, in parallelo alla modifica di alcuni equilibri di coppia che il tempo produce, è cresciuta la dimensione pubblica di mio marito, circostanza che ritengo debba incidere sulle scelte individuali, anche con il ridimensionamento, ove necessario, dei desideri personali. Ho sempre considerato le conseguenze che le mie eventuali prese di posizione avrebbero potuto generare a carico di mio marito nella sua dimensione extra familiare e le ricadute che avrebbero potuto esserci sui miei figli.

Questa linea di condotta incontra un unico limite, la mia dignità di donna che deve costituire anche un esempio per i propri figli, diverso in ragione della loro età e del loro sesso. Oggi nei confronti delle mie figlie femmine, ormai adulte, l´esempio di donna capace di tutelare la propria dignità nei rapporti con gli uomini assume un´importanza particolarmente pregnante, almeno tanto quanto l´esempio di madre capace di amore materno che mi dicono rappresento per loro; la difesa della mia dignità di donna ritengo possa aiutare mio figlio maschio a non dimenticare mai di porre tra i suoi valori fondamentali il rispetto per le donne, così che egli possa instaurare con loro rapporti sempre sani ed equilibrati.

RingraziandoLa per avermi consentito attraverso questo spazio di esprimere il mio pensiero, La saluto cordialmente.

(31 gennaio 2007)

tratto da "La repubblica" di oggi

p.s.: se la moglie ha scelto repubblica mi viene il dubbio che lei non abbia molta fiducia nei principi liberali del marito-editore. Chissà quante lettere le hanno già cestinato al Giornale?

martedì 30 gennaio 2007

Gutemberg e il blog



Sono lì, seduto davanti alla tastiera, cogitando su cosa postare sul mio blog, quando mi accorgo che è proprio lui ad essere oggetto della mia riflessione.
Nel campo della comunicazione e della socializzazione il blog è un fenomeno nuovo, che non ha precedenti, che va ad aggiungersi di diritto alle preesistenti forme di comunicazione come la parola, le migrazioni, le arti figurative, la scrittura, la stampa, le telecomunicazioni.



Di primo acchito penso che sia un diario elettronico, ma è evidente che non è così; il diario è per sua natura privato, segreto, mentre il blog è accessibile a tutti gli internauti.
Il suo funzionamento potrebbe ricordare quello di una bacheca, dove espongo i miei pensieri in modo che tutti possano vederli; ma il blog ha una caratteristica in più: il lettore può lasciare un suo commento, liberamente. Anche una bacheca potrebbe consentirlo, dotandola di una buca per i commenti, che però non sarebbero leggibili da tutti, come accade nel blog, dove rimane traccia completa di tutto il dibattito che nasce dal singolo post.
In questo senso potrebbe essere paragonato ad una parete inizialmente bianca dove uno espone qualcosa e chiunque passi di là può leggere e scrivere quello che vuole; in questo modo però si perde qualsiasi controllo sul proprio spazio, che potrebbe essere occupato da altri, che impedirebbero di usarlo a proprio piacimento.
Per certi aspetti il blog potrebbe essere paragonato ad una personale di un pittore dove i visitatori discorrono con l’autore e tra loro sulle opere e su tutti gli argomenti che vengono fuori; questa avrebbe sicuramente in comune col blog la volontà di mostrare al mondo le proprie creazioni, raccogliere i commenti e coltivare relazioni sociali, nel blog però manca in generale la finalità economica, mentre nella galleria non resta traccia delle discussioni e non è quindi possibile agli assenti partecipare al dibattito.
In conclusione, penso che il blog sia un luogo completamente nuovo, che ha molto in comune con altri, ma che ha delle peculiarità che lo rendono unico, che sono: amplissime facoltà del titolare nel gestire a suo gradimento il blog, in modo da poterlo sentire come cosa propria; una grande accessibilità che però non lo rende, se non minimamente, vulnerabile ad azioni di disturbo e vandalismo; la possibilità di svolgimento di un ampio dibattito senza il vincolo della presenza contemporanea dei partecipanti e in ultimo un anonimato che lascia la più grande libertà ai partecipanti sulla gestione della propria identità.

domenica 28 gennaio 2007

Possibilità, numero, caso, selezione

Dio non esiste
Mi ritrovo a scavare nella mia infanzia alla ricerca del primo riflesso di ribellione alla religione insegnatami dai miei genitori; mi sembra di ricordare la rabbia e la delusione per la morte di un passerotto trovatello, al quale non furono di nessun giovamento le sentite preghiere rivolte al cielo. Da lì la prima considerazione: dio non esiste.
Più tardi, nella pubertà, con la scoperta della sessualità, la seconda verifica; ciò che a me pare buono e desiderabile la religione condanna senza appello: dio non esiste e i suoi presunti ministri non sono credibili.

La religione non serve
Più avanti, le scorribande, la trasgresione, lo sballo, i tanti compagni di giovinezza caduti nella droga, nell'alcol, nella depressione, dove a salvarci furono l'amor proprio, gli amici, la povertà e "certe canzoni, che uscivan dalla radio di Silvia, seduta a cercare le stazioni" e non certo il buon prete di periferia che ti attirava con l'offerta di dialogo, per il quale lui stesso non era preparato, che diveniva troppo precocemente un fallito indottrinamento. Terzo passo; dio non esiste, i suoi presunti ministri non sono credibili, la religione non serve.

Figli del caso
Nel mentre, gli studi liceali di filosofia, alcune letture, gli accesi dibattiti durante l'ora di religione, trasformate in un processo alla Chiesa, sempre alla ricerca delle risposte che tutti cercano: chi sono, da dove vengo, dove vado e soprattutto perchè. E qualcuna ho anche provato a darmela.
Questo è uno degli infiniti mondi possibili, retto dalle sue leggi fisiche, mosso dal caso e guidato dalla selezione naturale. L'uomo, la sua biologia, la sua intelligenza, il suo senso etico e persino le strutture socio-politiche in cui egli vive sono uno degli attuali prodotti di questo mondo.

La condizione umana
Il singolo, quand'anche consapevole, eredita pressocchè passivamente la condizione umana in cui si trova a vivere e cerca le sue risposte e la sua strada contribuendo ad alimentare, assieme a tutti gli altri, il corso del divenire.
Ciò che lo spinge su questa strada lo chiama "bene", ciò che la rallenta lo chiama "male", indipendentemente dal fatto che quel "male", almeno nelle intenzioni, è il "bene" di qualcun'altro.
Ognuno è responsabile del proprio "bene" e solo a se stesso è tenuto a rispondere, indipendente dal premio o dalla sanzione che l'umano consorzio riterrà di applicare ai suoi comportamenti.

Le istituzioni
Le istituzioni, come lo stato liberale e lo stato di diritto, che tengono in considerazione questi presupposti, mi danno la sensazione di essere in grado di spingermi sulla mia strada, o almeno di non frenarmi; altre, che postulano l'esistenza del "bene in se", qualunque esso sia, mi fanno temere che mi vogliano portare da qualche altra parte, e, anche quando non ne intuisco il perchè, non fanno il mio "bene" e dico: no, grazie!

Ipse dixit


"Rispetto alla religione ho maturato una posizione che definisco "antropologica": a prescindere dall'esistenza o meno di una entità superiore creatrice o regolatrice della natura, della quale esistenza non credo si potranno mai avere conferme o smentite, e senza voler negare la presenza di una spiritualità che non pare appartenere al mondo materiale, ritengo che tutto ciò che oggi può essere racchiuso all'interno del concetto di religione altro non sia che un prodotto umano, funzionale al mantenimento dell'ordine e spesso anche al progresso ed al benessere delle comunità umane. Certo se avessimo dovuto attendere l'elaborazione dello stato di diritto per darci una organizzazione funzionante saremmo ancora cacciatori e raccoglitori di frutti spontanei. Tuttavia non può sfuggire il fatto che la paura, la superstizione e l'ignoranza, quando non la sopraffazione e la violenza sono state le leve attraverso le quali si sono operate queste trasformazioni e che quindi, quand'anche necessaria ed utile, la religione così intesa deve essere messa da parte, come il fiore si libera dei suoi petali per divenire frutto. E' ora di cacciare i mercanti dal tempio, è ora di cacciare chi si arroga il potere di sapere cosa è giusto per un individuo, pretendendo di interferire nelle sue scelte personali sulla vita, sull'amore e sulla morte."

venerdì 26 gennaio 2007

Fossi in lui, farei i debiti scongiuri.


"Roma, 26 gen. (APCom) - Silvio Berlusconi ipotizza una successione di Gianfranco Fini alla guida della Casa delle Libertà. "Se andiamo a fare il partito delle libertà, Fini è il più prestigioso ed autorevole per guidarlo", ha detto questa notte il presidente di Forza Italia, nel corso della cena di gala organizzata a Roma per i Telegatti 2007"

giovedì 25 gennaio 2007

La realtà, come sempre, supera...

Retroscena del post precedente. Se non ci credete andate a vedere qui, qua, e anche .

martedì 23 gennaio 2007

Selezione personale

- Prego, si accomodi. Non ho potuto verificare il suo profilo, ci dev'essere qualcosa che non va' nel suo sistema di interfacciamento.
- Mi spiace, ne ho comunque una copia cartacea, la può esaminare adesso, se crede.
- Magari dopo, poggi pure da qualche parte; che tipo di miglioramento ha conseguito, lei?
- Nessuno, perché, in che senso me lo sta chiedendo?
- Nessuno? Voglio dire, i suoi genitori, benedetto ragazzo, avranno pur pensato al suo futuro prima di concepirla!? Quali geni le hanno impiantato?
- Veramente l’impronta genetica dei miei era sufficiente e non hanno dovuto migliorarla.
- Giovanotto, cosa vuol dire sufficiente? Sufficiente per cosa? Guardi che ormai neanche i signorini sulla Terra assumono più soggetti “fatti a mano” come lei, perché, se non sbaglio, si faccia vedere, sì sì, anche gli occhi sono suoi, nessun innesto auricolare... Ancora qualche anno e lei potrà fare solo la cavia nelle facoltà di medicina.
- Non pensavo che per insegnare storia ai bambini della stazione servissero queste diavolerie!
- Diavolerie? In questo stato avrei paura a lasciarla in balia di cinque dei nostri bambini; lei non immagina quanto sono avanzate le nostre ultime applicazioni bio-cibernetiche.
Mi spiace, lei sa che la nostra fondazione è in prima linea nella difesa del ruolo insostituibile dell’essere umano nei sistemi produttivi, e non a caso, abbiamo mantenuto la quota di cyborg al di sotto del 50% della forza lavoro e addirittura al di sotto del 10% dei quadri, ma un fossile vivente come lei non ce lo possiamo proprio sobbarcare, non oggi, nel 2041.

lunedì 22 gennaio 2007

Dormono, dormono, sulla collina.

Vedo la foto, non è la prima che vedo, non è neanche la prima volta che la vedo, ma questa volta il pensiero è subito chiaro.

Corre a tanti miei compaesani che furono giovani negli anni della protesta e del movimento e che oggi, con foto davvero non diverse da questa, abitano troppo numerosi i bastioni del cimitero comunale.

Solo la morte violenta ha sottratto alcuni alla leva dell’AIDS o dell’epatite, che ha concesso molti rinvii ma pochissimi congedi. Ad alcuni ha dato anche l’illusione di una nuova vita e di nuovi affetti, prima di richiamarli definitivamente.
Ogni epoca ha i suoi eroi e le sue vittime; quella ebbe la perfida ironia di farli coincidere; padroni delle piazze, simboli di libertà, profeti di strada, spina nel fianco del sistema, costruivano consapevolmente la croce che avrebbero poi portato a spalla su per un calvario affollato di maddalene e avvoltoi.

A Piergiorgio Welby la malattia ha negato anche la possibilità di costruirsi la croce, gliene ha preparato una pesante e robusta, gliel’ha caricata sulle spalle e gliel’ha fatta portare sino alla cima del colle, ce lo ha inchiodato come un insetto da collezione e avrebbe lasciato che morisse, se le macchine non avessero reso possibile prolungare la sua agonia a tempo indeterminato.
Ma gli avvoltoi non hanno mai messo di volteggiare sul suo capezzale, e nel momento in cui Welby ha chiesto di uscire dal gioco in silenzio, hanno rivendicato la loro razione di sangue e dolore, cui non gli si sarebbe dovuto concedere di sottrarsi.

Beh, questa volta gli è andata male, ma c’è da pensare che continueranno a volteggiare sui moribondi in attesa della loro razione di sangue, almeno finche qualcuno non si decida ad accorciare loro le ali e legare loro le zampe, in modo che comincino a muoversi in un modo a loro molto più congeniale: strisciando.

martedì 16 gennaio 2007

Evoluzionismo o creazionismo, trovata la prova definitiva!

Dopo secoli di dibattito è stata finalmente trovata la prova scientifica dell'esattezza della teoria evoluzionista a scapito di quella creazionista.
E' universalmente accettato che la pulsione sessuale è funzionale alla riproduzione, il cui primo fine è senza dubbio la continuità della specie. Nell'uomo, come in molti altri animali, la monogamia svolge un ruolo anch'esso funzionale alla continuità della specie, creando le migliori condizioni per l'allevamento della prole sino alla sua completa maturità e autosufficienza.
La monogamia, tuttavia, è spesso messa in pericolo da comportamenti sessuali differenti, che trovano la loro spiegazione in una pulsione sessuale esuberante, non contenibile all'interno del rapporto monogamico.
Qual'è il motivo per cui l'essere umano è portatore di questa pulsione apparentemente eccessiva e non necessaria, che porta uomini e donne a non accontentarsi dell'appagamento sessuale che proviene dalla coppia e a cercare, almeno idealmente, rapporti sessuali con persone diverse dal proprio partner?
La spiegazione si trova facendo un passo in più, cioè dalla continuità della specie al miglioramento della specie, per il quale non è tanto prioritario portare alla maturità tutti i figli generati, quanto generare quanti più figli possibile, possibilmente con patrimonio genetico differente, in modo che i migliori prevalgano, e accoppiandosi tra loro diano la vita a generazioni di esseri migliori.
La presenza assodata nel genere umano di una pulsione sessuale più intensa di quanto servirebbe per la continuità della specie, cioè di quella che la creazione avrebbe infuso nell'uomo per continuare la specie, dimostra in modo inconfutabile che l'uomo è il risultato di un processo evolutivo che lo fa discendere da forme di vita via via più semplici, sino all'origine, presumibilmente monocellulare, della vita.
Peccato. Fossimo frutto della creazione, non saremmo tormentati dalle onnipresenti immagini e richiami sessuali che, facendo leva sull'innata tendenza a migliorare la specie, ci convincono a comprare uno sciampo, a regalare un diamante o a sbavare davanti allo schermo di un pc, con le gonadi in tumulto.
Magari se mi faccio prete ...

venerdì 12 gennaio 2007

Calibano, di chi era costui?

Il punto è, c'era una volta - un punto, diranno subito i miei piccoli b-lettori- no, dico io, un tu! tu, di chi sei? un "di" imperativo, non una semplice preposizione , ne l'alterego della notte. Allora di-llo chi sei e di (semplice) chi sei. Ora di se lo sai, se lo sai lo devi di. Sei di chi ti ha fatto o non lo sei affatto, o affetto di chi ti ha fatto! Figlio mio, miglior fijo. Sei di chi ti ha fatto o sei di chi ha fatto chi ti ha fatto e di chi l'ha fatto? E se fosse, chi incassa le royalties, chi ha la rappresentanza locale di chi ti ha fatto e di chi ha fatto chi lo ha fatto?
Calibano, di chi era costui; il dolore era suo, ma lo condivideva, malvolentieri, con chi lo ha fatto (sentire uomo).
Se tu sei tuo, ti puoi dare, ma se non lo sei non puoi. Tu dai cose non tue a me e ricevi da me cose non mie, corrieri di gameti pagati in natura, all'ombra della specie.
...

Libera interpretazione

Come un melo tra gli alberi del bosco,
il mio diletto fra i giovani.
Alla sua ombra, cui anelavo, mi siedo
e dolce è il suo frutto al mio palato.
(La Bibbia, Libro Cantico dei cantici, Cap. 2, Ver. 3)

Il punto

Mi fermo un attimo a fare il punto della situazione.
Giorni fa ho aperto questo blog per combattere quella che stava diventando per me una piaga, la dipendenza dalla pornografia sulla rete. Più facile a farlo che a dirlo, anche troppo, il blog ha fatto effetto all'istante; da allora il massimo che ho visto è stato un bikini, deliziosamente indossato, solo a causa di un link galeotto.
Tanto è vero tutto questo che ora mi trovo un blog e quasi non so cosa farmene, nessuna tentazione da respingere, nessun cedimento da confessare, niente.
Infatti ho quasi da subito perso interesse per il mio blog, e rivolto attenzioni ai blogger, alcuni dei quali hanno bei blog, molto e bene (non sempre entrambe le cose) frequentati: mi sono imbucato, un po' come Pannella a Caserta, ho cercato di farlo con tatto e moderazione, ma senza rinunciare a essere spontaneo. Anche gli avatar soffrono di insicurezza e complessi e temono il giudizio degli altri, soprattutto se appaiono guidare più che seguire le tendenze.

Appunti di viaggio.

Da questo primo giro porto due annotazioni:
  • Marco mi ha confermato quanto andavo già riscontrando. La passione per il blogging tende al manicale e può dare anch'essa dei problemi;
  • i temi che mi stimolano di più sono quelli legati all'anticlericalismo, risvegliato in me a forza dall'inqualificabile condotta delle gerarchie ecclesiastiche, Benedetto XVI in testa.
Buoni propositi.
Mi impegno a andarmene meno in giro per blog e a curare di più il mio, che vorrei crescesse nei contenuti e nei contatti.

martedì 9 gennaio 2007

Cercando un altro Egitto - F. de Gregori

Era mattina presto, mi chiamano alla finestra
mi dicono: "Francesco, ti vogliono ammazzare".
Io domando "chi"? Loro fanno "cosa"?
Insomma prendo tutto e come San Giuseppe,
mi trovo a rotolare per le scale,
cercando un altro Egitto.
Li fuori tutto calmo, la strada era deserta,
mi dico "meno male, è tutto uno scherzetto"
Sollevo gli occhi al cielo e vedo sopra a un tetto,
mia madre inginocchiata in equilibrio su un camino,
la strada adesso è piena di persone,
mia madre è qui vicino.
Un uomo proprio all'angolo vestito da poeta,
vende fotografie virate seppia.
Ricordo della terra prima della caduta,
e al posto del posto dove va il francobollo,
c'è un buco per appenderle "dove"? dico io,
intorno al collo.
E adesso per la strada la gente come un fiume,
il terzo reparto celere controlla.
Non c'è nessun motivo di essere nervosi,
ti dicono agitando i loro sfollagente
e io dico: "non può essere vero"
e loro dicono: "non è più vero niente".
Lontano, più lontano degli occhi del tramonto,
mi domando, come mai non ci sono i bambini.
L'ufficiale uncinato che mi segue da tempo,
mi indica col dito, qualcosa da guardare.
le grandi gelaterie di lampone, che fumano lente
e i bambini, i bambini sono tutti a giocare.
Un amico di infanzia, dopo questa canzone,
mi ha detto: "benissimo, è un incubo riuscito,
ma dimmi sogni spesso le cose che hai scritto,
oppure le hai inventate solo per scandalizzarmi".
Amore, amore, naviga via,
devo ancora svegliarmi.

lunedì 8 gennaio 2007

Esco di blog

Sono uscito dal mio blog, ho incontrato altri bloggers, ciro deve essere uno che ha le volute della corteccia cerebrale che sono come un acceleratore di particelle, dove i pochi neuroni rimasti schizzano ad una velocità impressionante, creano materia e antimateria che finiscono inevitabilmente per distruggersi reciprocamente, ma con effetti altamente pirotecnici. E io che alcune volte ho pensato di essere fuori! presuntuoso e inesperto.

venerdì 5 gennaio 2007

Sembra tutto troppo facile

Non credo a me stesso; quando già pensavo di dover ricorrere alla castrazione telematica hardware, tramite amputazione del modem, ho sperimentato per puro caso una terapia libido-sopressiva software che funziona!
Dove è finita la frenesia che mi prendeva sino a due giorni fa, che mi portava a cercare affannosamente di ritrovare le pagine viste nella sessione precedente e morbosamente cancellate dalla cronologia (Firefox non fa sconti)?
Perchè non seguo più i perversi meandri di youtube alla ricerca di video piccanti?
Tutto sembra svanito, o meglio, sublimato, nella frenesia di aggiornare e sorvegliare il mio blog, nella sempre maggiore ansia di vedere il primo commento dei navigatori.
Mi sento un po' come l'esibizionista che aspetta che qualcuno lo guardi per aprire l'impermeabile e mostrare la sua ossessione.
Attenti, guardate che apro l'impermeabile!!

mercoledì 3 gennaio 2007

Che fatica ricordare password e username!

Non ne posso più! Tutti ti chiedono di comunicare una username e una password, ti sforzi di usare sempre le stesse, quando è possibile, ma alla fine quando le devi digitare ... ... non sono esatte.
Salvarle non se ne parla, scriverle meno che mai...