giovedì 29 novembre 2007

Ancora sulle violenze contro le donne

Vi propongo una sintesi di un testo che a me è parso molto interessante, perché affronta il tema della violenza sulle donne in modo nuovo e originale.

"… siamo di fronte ad una nuova e irrimandabile “questione maschile” che rimane in verità ancora da comprendere nel suo significato sociale e relazionale. …
… Questa violenza non implica alcun rifiuto dell’uguaglianza tra i sessi e tanto meno un pregiudizio di inferiorità verso la donna. Al contrario, si può ipotizzare, segnala l’involontaria l’ammissione della compiuta autonomia femminile con un senso di inadeguatezza e difficoltà da parte degli uomini. Questa violenza ci racconta di un affanno e di una mancata rielaborazione maschile di fronte ad una libertà e un’autonomia femminile piuttosto che un potere maschile e una sottomissione femminile. Il delitto segnala semmai l’impossibilità, l’impraticabilità della sottomissione femminile. …
… Non si tratta di prendere le distanze da una violenza che sta fuori di noi, che appartiene “agli altri”, agli “uomini violenti”, ma piuttosto di fare realmente i conti con una possibilità che è inscritta nella cultura comune. La violenza, il delitto sono soltanto una delle possibili conclusioni. Il dato comune a tutti, non è l’episodio conclusivo della violenza, ma ciò che la precede: la concezione della coppia, dell’amore, della relazione. Ciò che ci sembra normale perché non si manifesta nella forma della violenza esplicita e del crimine, ma che probabilmente è invece all’origine del problema. …
…Credo il problema nasca infatti dal fatto che le persone tendono a vivere le relazioni d’amore come “relazioni simbiotiche” in cui c’è implicitamente una coincidenza dell’altro con sé e di sé con sé. … …In questa condizione, l’esperienza dell’abbandono, della fine della relazione, può diventare qualcosa di sconvolgente e intollerabile … … A questo punto piuttosto che riconoscere la propria dipendenza, e ridiscutere il proprio senso di sé e la propria idea di relazione, si preferisce rifugiarsi nella violenza. …"

di Marco Deriu , sociologo e consulente culturale, vive a Parma dove fa parte da oltre due anni del gruppo misto di riflessione sulla differenza sessuale “Il circolo della differenza”.

(versione integrale pubblicata su Maschile Plurale)

ATTENZIONE: Consiglierei solo ai più forti di stomaco di seguire il link dell'immagine.

Segnalazioni

Questo non è un post; quello sotto è un post; queste sono comunicazioni varie.
  1. non lo faccio quasi mai di segnalare un post senza metterci qualcosa di mio, ma in questo caso ogni aggiunta sarebbe superflua: ANDATE A LEGGERE MARCOZ e A VEDERE CIRO ;
  2. su questo invece il post lo farò, appena possibile, ma essendo anche questo voluminoso, potete mettervi avanti col lavoro e leggervelo da voi!
  3. trenta giorni ha novembre... solo per dire che avete poco più di un giorno per votare la mia foto nel 3° Blogger Photo Contest "fiori" e farmi vincere il primo premio (scorretele, è una delle ultime).
Post aggiornato alle ore 15.00 di giovedì 29 novembre 2007

mercoledì 28 novembre 2007

La mia prima volta con Tom




OUTING: stamattina l’ho fatto!

In realtà era un po’ di tempo che ci pensavo, mi stuzzicava l’idea di maneggiarlo e di possederlo.
E’ vero, all’inizio sono stata diffidente..cavolo ho sempre deciso io come, dove, quando e perché!
Eppoi non mi piace tutto ciò che può limitare il mio libero arbitrio, ma poi come sempre è il caso che favorisce un incontro.
Così stamane ho abbandonato ogni tentennamento e mi sono totalmente abbandonata nelle sue mani.
D’altronde, talvolta farsi portare per mano, seguire chi è incontrovertibilmente più capace è...rilassante, oltrechè piacevole.
Ammetto che abbiamo avuto una difficoltà iniziale nel comprenderci, un miserunderstanding sul dove, ma poi gli ho rispiegato le mie ragioni ed ha avviato la sua dolce danza.
Per nulla invasivo, a volte mi sono preoccupata anche che fosse assente nel frattempo.
Odio non essere al centro dell’attenzione, in determinati casi.
Solo futili timori, lui c’era.
E’ stato un misto di sensazioni strane, con lui mi è sembrato davvero come farlo per la prima volta. Mi sentivo impacciata, ma lui non si è lasciato intimorire.
Imperterrito e sicuro mi ha condotto rendendo noto ciò che non lo era.
E così siamo giunti alla meta, assieme.
“Ahhh..ci siamo. Grazie Tom”,gli ho sussurrato mentre mi apprestavo a lasciarlo ancora lì che godeva del suo ottimo lavoro.

Difetto riscontrato nella prestazione: sinceramente non mi va che la mia soddisfazione venga condivisa da una voce femminile che non fa altro che ripetere: arrivo, arrivo, arrivo..
Eh già, sono un’inguaribile tradizionalista!

Al ritorno, nel mezzo del cammin, non gli si va a scaricare la batteria e mi abbandona?!
Vatti a fidare dei maschi con la sensibilità femminile! Tsè..impotente!

martedì 27 novembre 2007

Il fu Mattia Pascal

Ho finito di leggere "Il fu Mattia Pascal" di Svevo. L'idea mi era venuta da un commento di ilMaLe al post in cui l'amore mio dissertava sulla mia immagine riflessa. Mi si paragonava a certo Adriano Meis, che a me, nonostante una accettabile formazione umanistica, rimaneva ignoto, essendo io totalmente digiuno dell'intera opera dell'autore.


Ci ho messo molto, ho persino dovuto rinnovare il prestito bibliotecario che dura pur 20 giorni, moltissimi per un racconto sostanzialmente breve. Il problema, ciò che inizialmente mi ha fatto procedere lentamente, oltre al poco tempo e alla maggiore attrattiva della vita sul blog, è stata la delusione per la lentezza e sostanziale insipienza della scrittura, forse a causa della fama di scrittore sottile ed elaborato di cui l'autore gode. Si pensi che la cosa degna di maggior nota in quella fase fu il notare che la "i" consonantica era indicata dalla "j", in modo che "buio" era scritto "bujo". Fatto sta che ho persino pensato di abbandonarlo a meno di metà, e avevo anche già preso in prestito il libro successivo. Poi, con un maggiore impegno, sono riuscito ad addentrarmi nella storia, senza dubbio interessante. Il resto è stata una discesa dolce, sino all'ultimo ruzzolone di stamanemattina, col quale ho completato la lettura.


Una critica non osate chiedermela, sarebbe come chiedermi di spiegare il valore della Monna Lisa. Un'impressione, quella sì, credo di potermela permettere. Credo di sapere perché in fondo il libro non mi ha conquistato ed è perché trovo interesse solo per le opere che ampliano le mie conoscenze (e non ci vuole molto) ma questo non ne aveva la possibilità, riducendosi il suo insegnamento al fatto che con i "se" e con i "ma" non si fa la storia; insegna cioè che ogni volta che pensiamo come preferiremmo essere qualcun altro o qualcos'altro valutiamo solo il prevedibile guadagno ma sottovalutiamo l'inevitabile perdita di qualcosa che adesso ci sembra inutile o scontato, ma una volta perso, ci appare come indispensabile al nostro essere.
Una vita è ciò che ci è dato di vivere, e questa ci dobbiamo portare sino alla tomba.

domenica 25 novembre 2007

Ugolino for president

Siamo di nuovo in quella fase della legislatura (quella compresa tra un'elezione e l'altra) in cui si parla di legge elettorale e riforma delle istituzioni. Loro, i politici, in realtà fanno il gioco di 10 romani e 9 sedie, preoccupati solamente di avere una sedia sicura quando finisce la musica. Io però un'idea di come vorrei che fossero le cose me la sono fatta, e la metto qui, non perché convinto di possedere la pietra filosofale, ma per avere almeno il conforto di un parere dei volenterosi che vorranno leggere il post e dirmi cosa ne pensano.

A me piacerebbe un sistema elettorale a doppio turno.
Un primo turno proporzionale senza sbarramento, collegi provinciali, liste aperte, preferenza unica e bassa soglia d'ingresso.
Un secondo turno di ballottaggio tra i due partiti che hanno avuto il miglior risultato elettorale al primo turno, con attribuzione di forte premio di maggioranza al partito vincente, sino all'assegnazione del 55% dei seggi totali con il recupero dei più votati tra i non eletti al primo turno, e automatica nomina del segretario a primo ministro.
Inserirei inoltre la possibilità di sfiducia costruttiva con voto palese e automatico accorciamento ad un anno della durata residua della legislatura, per limitare ribaltoni clamorosi.

Questo otterrebbe i seguenti risultati.
Le forze politiche interessate a concorrere per il governo sarebbero fortemente motivate a dare vita a partiti ampi ma omogenei (sul modello PD), senza dover ad ogni costo aggregare le ali più estreme, grazie alla presenza del premio di maggioranza.
Partendo dall'attuale quadro bipolare, in entrambi i campi ci sarebbe la naturale tendenza ad aggregarsi in non più di due partiti, per evitare che l'altra parte, se divisa solo in due, riesca a mandare entrambi i partiti al ballottaggio, escludendo completamente un'intera area politica (*).
Più probabilmente si configurerebbe una tripartizione tra destra centro e sinistra, che a due a due andrebbero di volta in volta a contendersi il governo del Paese.
Le forze politiche piccole, rappresentative di istanze minoritarie con scarsa vocazione governativa avrebbero garantita, senza sbarramento alcuno, la piena rappresentatività all'interno della vita parlamentare (il c.d. diritto di tribuna), perdendo invece qualsiasi capacità di ricatto nei confronti del governo.
Il cosiddetto "mercato delle vacche", cioè la contrattazione occulta tra i partiti che partecipano al ballottaggio e quelli esclusi al fine di convogliare il consenso degli elettori, che ha per oggetto l'attribuzione di cariche e benefici vari non sempre trasparenti, non avrebbe molto spazio, in quanto la reale possibilità di influire sulla scelta degli elettori sarebbe molto ridotta. Diverso quando questi voti vanno cercati in Parlamento o con l'attuale "porcellum", dove il premio di maggioranza effettivo c'è solo alla camera e l'ultimo degli estremisti di centro è in grado di ottenere un ministero chiave con una manciata di voti clientelari e mafiosi.

Per adesso non ho ancora ricevuto proposte degne di nota, ma se fosse, vi farò sapere dove mettere la croce alle prossime politiche.

(*) Consideriamo che CDX e CSX come sono ora abbiano ciascuno il 50% dei voti; se il CDX si dividesse in due partiti con il 25% ciascuno e il CSX in tre partiti con il 16% ciascuno andrebbero al ballottaggio i due partiti del CDX; per evitare questo due partiti del CSX sarebbero fortemente motivati ad accorparsi (su gentile osservazione di 1ps)

Molecole/06

La certezza della morte mi esenta da pensare al suicidio.

venerdì 23 novembre 2007

Generazione Reality



Docente (Cuncetta): allora, parliamo un po’ del contratto per persona da nominare.
Discente: sì, è quel contratto in cui lo stipulante si riserva la facoltà di fare la nominazione del soggetto che acquisirà..
Docente: (irrompendo ed interrompendo) la..che??!!
Discente: (farfugliando) la..nominazione..cioè che quello dice successivamente il nome dell’effettivo contraente.
Docente: forse vuoi dire la nomina..
Discente: sì sì la nomina
Docente: eh, ma da dove l’hai cacciato fuori sto termine?!
Discente: mah, l’ho preso da nomination..

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domenica 18 novembre 2007

Second Life



C’è qualcosa che non mi torna.
Sono gli spazi intermedi, le zone d’ombra.
I limbi.
E non mi tornano perché non mi piacciono.
Per questo motivo io quel giochino stupido non l’avrei mai chiamato second life.
Quella non è vita.
Quello è un inganno (uno dei tanti) che lascio volentieri a chi non ha il coraggio di rischiare, di mettersi in gioco, di perdere e ricominciare.
Tuttavia esiste un numero impressionante di persone
che investe un ragguardevole carico di energie nel costruire una vita parallela, finta, virtuale, irreale.
Tralascerei le banali considerazioni sull’analisi delle personali insoddisfazioni come input scatenante.
Alzi la mano chi è pienamente soddisfatto della propria vita, chi non cambierebbe nemmeno una virgola della propria quotidianità.
Appunto. Riesco a scorgere perfettamente la linea dell’orizzonte.
Eppure io non manderei mai in giro una pupattola con un fisico da modella ed un cervello da Einstein a prendersi quello che spetta esclusivamente a me.
No grazie.
Preferisco cullarmi le emozioni e leccarmi le ferite.
Le mie.
Ecco perché non ho rimorsi, né rimpianti.
Fosse solo per vivere giornate come quella di ieri.
Fosse solo per risentirgli dire tout ce que tu veux mon amour.
A me, che ho notorie propensioni feline, una seconda vita non basta.
Io ne voglio 7. E tutte reali.

mercoledì 14 novembre 2007

...e perchemmai lo terrò 'sto blog? Non lo sapremo mai!

(Aggiornamento 15 novembre 2007: aggiunte in calce le confessioni di ugolino)

Un gentile
blogger ci invita a partecipare... ad una catena, diranno subito i nostri piccoli lettori! no, ad un sondaggio sul mondo dei blog. Ci propone le seguenti domande (quelle in rosso sono le risposte di ugolino, quelle in blu sono le risposte di cuncetta)

1. Come sei diventato Blogger?
Ugolino. Per caso. Cercavo il testo di una canzone di R. Zero e son finito in un blog che ne parlava in un post. Ho visitato alcuni dei blog nel blogroll, uno in particolare (www.ciromonacella.ilcannocchiale.it) mi ha colpito e ho cominciato a frequentarlo. Di li il passo di aprirne uno è stato facilissimo, e siamo qui.
Cuncetta. In una fredda sera di fine dicembre del 2005. Mi annoiavo e cominciai a vagare in cerca di meta per il web. Mi accolse il cannocchiale. Mi diede un tetto ed un letto. Ne feci un posto caldo ed accogliente. Poi di nuovo la noia.

2.
Ritieni più interessante da parte dei visitatori un blog con tema unico, oppure con diversi argomenti?
U. Da visitatore i blog monotematici mi annoiano, anche se è importante una certa omogeneità di fondo, altrimenti risulta difficile connotare il blog e il suo autore.
C. Ad ognuno interessa aggregarsi, partecipare, esibirsi. La scelta di visitare un blog sulla base monotematicità o la varietà degli argomenti è assolutamente soggettiva.

3.
Il tuo fine ultimo è quello di avere molti contatti oppure preferisci pochi contatti ma partecipazione dei visitatori tramite i commenti?
U. Assolutamente preferisco la partecipazione; il numero dei contatti (le visite, intendi) non mi interessa particolarmente.
C. Preferisco interagire. Unico fine.

4.
Secondo te, quali sono al giorno d’ oggi i migliori metodi per portare visitatori al tuo sito?
U. Volendolo fare sono fondamentali le chiavi di ricerca giuste, cioè quelle legate alla stretta attualità, a personaggi molto cliccati e a riferimenti erotici e pornografici.
C. Opera di marketing. Purtroppo l’arte dello scrivere appartiene a pochissimi e spesso non serve nemmeno ad attirare visitatori.

5.
Per creare i post quali canali di informazione usi? (quotidiani, internet ecc.)
U. Internet, con particolare attenzione ad alcuni blog che trovo particolarmente attenti alle novità che contano, secondo il mio personalissimo giudizio.
C. La vita. Filtrata da ogni canale. Pure proibito.

6.
Leggi spesso le varie classifiche dei blog e sei d’ accordo sulla posizione in classifica del tuo blog?
U. Non leggo mai le classifiche, e penso il mio blog non vi figuri.
C. Esiste una classifica dei blog?!

7.
Pensi che in futuro ogni blogger continuerà a gestire il suo blog autonomamente oppure auspichi collaborazione fra blogger che hanno affinità per i temi trattati?
U. Vedo che si sperimentano forme di aggregazione varie, anche interessanti. Personalmente non ho finora trovato particolare interesse ad aderire a queste iniziative, pur prestando loro qualche attenzione; per contro, da qualche mese condivido il mio blog con un co-autore, un’altra blogger che aveva chiuso il suo blog ed ha accettato la mia proposta di collaborazione. Non è certo l’affinità dei temi trattati che ci lega ma, più verosimilmente, un comune modo di intendere il blog come estensione della propria vita sociale, intellettiva e affettiva, talvolta mortificata dai ritmi di vita quotidiani.
C. L’individualismo non cesserà mai, ma poi..facessero quello che gaz gli pare.
Io ho sperimentato entrambe le cose. E ne sono felice.
Ora attendo il ménage à trois.
§§§§§§§

Se volete potete unirvi a noi e mandare anche voi le vostre risposte a questo indirizzo: paologaz@alice.it

Altrimenti: 'nto'o'culo ai sondaggi!



Il quadro (La Vuccciria di Guttuso) era avanzato da un post precedente, ma sembrava uno spreco e adesso è qua, così, se non piace il post, almeno piace la cartolina (cit.)


Le confessioni di ugolino
(succursale del post Chi ha trovato chi, come e quando? di bp)

Di ciro ho già detto, nel bene è nel male è tutta colpa sua. Ho sognato di baciarlo, ho chiuso la tapparella sulle sue grammatizzazioni sconce, ho psicanalizzato la sua arte. Ma c'è una cosa che non gli ho mai detto: mi ricorda in modo incredibile un mio caro amico che ho perso di vista e che ho ritrovato in lui. E me lo godo.
Volete sapere chi è ciro? leggetevi il suo vecchio post "I superpoteri del monacello. Una storia vera"

bp. una dolcissima testona con le antenne. La acchiappai con un commento su Guccini, fu la prima e ultima volta che ci trovammo d'accordo, per fortuna di entrambi. Mi deve una email...

marcoz. Il Buster Keaton della blogosfera che non ride mai, fu uno dei miei primi visitatori e mi avvisò dei pericoli dei blog. Mi è debitore di un post sugli emoticon.

davide. Ha lo stile british e il grilletto facile; fa quello che può per non fare di peggio; l'ho inquadrato da marcoz nella involontaria gag sul latte che si brucia sul fuoco (sono perfido, eh?)

egine. ne ero geloso per via di ciro, ma poi sono andato a trovarlo e non me ne sono andato più; lui, per ripagarmi, mise in scena il finto litigio con ciro, ma mi sono rifatto ampiamente. Più che un blog un portale.

1ps. unica nota dolente. ho cercato il suo sguardo senza mai trovarlo, e ancora me ne dolgo.

arciprete. non so quando, forse via forma mentis, ma incontrandolo ho pensato per un po' di avere un clone ideologico. mi ha fatto scoprire Mazzini.

barbara. da ciro. mi spellò vivo per aver sbagliato la grafia di "prisencolinensinaciusol". come entrare nella gabbia della tigre. le devo molto.

dyotana. 'nto'o'culo a chi dice che il blog è finzione. da lei c'è una donna, tutta intera. bella. la incontrai da illaicista sotto ferragosto, la seguo da allora.

fioredicampo. io lei e arci siamo un terzetto a parte.

galatea. ha il blog scritto meglio che io conosca, ha un paio di tacco 12, apparentemente single.

gds. se l'è portato in dote cuncetta. è una lampada di aladino della blogosfera; basta sfregarlo e viene fuori il genio (è un ariete di terza decade come me, paparazzi e adolf)

poldone. vaffanculo.

teresa. l'ho aspettata sotto casa sua per un anno, mi passava davanti senza degnarmi di uno sguardo. la sua vicenda di co-autore mi inquieta.

vulvia. la trovate su rieducescional ciannel, lei è quella col sorriso esplosivo e con i cuoricini intorno

yzma. una star nel suo giro. quando mi va bene commento 30.mo. Mitico per me il suo commento "Ugo, non rompere il cazzo e vaffanculo" a causa di una mia critica di puritanesimo verbale.

gians. è venuto lui a cercarmi perché, non so, il monitor non andava... gli ho spiegato due cose, anzi, forse solo una, e subito se ne è approfittato e mi ha schiavizzato subito con i suoi famosi Blogger Photo Contest. un fratello.

... e dulcis in fundu ... cuncetta.
Non se ne abbiano gli altri, quelli che ho citato e quelli che non ho citato. la mia socia è una persona speciale. ci siamo incrociati poco, ma la sua tool, con quella bellissima foto della ragazza seduta nella luce mi colpì da subito, e si sa, la tool è lo specchio dell'anima. Chiuse il blog da un momento all'altro. Quando bp, pochi mesi fa sottolineò la sua sparizione non ci ho dovuto pensare molto, anzi, non ci ho pensato affatto, l'ho invitata a condividere il blog con me. Bellissimo il suo sincero stupore per la mia proposta, cristallina la sua adesione. Da quando è arrivata lei, l'avete visto, è morta la monotonia. Finché non si annoierà, lo so.

sabato 3 novembre 2007

O' par' e o' spar'



A Roma, com’era assolutamente prevedibile, sono iniziate le prime spedizioni punitive contro i rumeni.
A Napoli dubito che questo possa accadere.
Le due fazioni coinciderebbero. Infatti da noi si chiamano faide, non spedizioni punitive.
A Napoli siamo sintetici. Sincopiamo.
A volte non adoperiamo nemmeno il vecchio refrain della borsa o la vita.
A Napoli esageriamo. Li mettiamo in pratica entrambi.
Quell’ “o” è quasi sempre una “e”.
A Napoli non serve un decreto e nemmeno una rieducazione.
A Napoli serve una rivoluzione.
Ma a Napoli siamo sentimentali.
Non faremmo mai la guerra a noi stessi.
A Napoli tiramm’ a campà.
Fino al prossimo colpo di pistola.