lunedì 29 ottobre 2007

Omosessualità: (malattia) congenita

Per fortuna il mio blogroll è popoloso, e conserva anche contatti, come ilbaco, che visito raramente.
Ma se ce li ho messi, in genere, è perché dietro un post, o dietro un commento, ho intravvisto una testa pensante, e poco importa se questa si manifesta sotto forma di compendi di filosofia antica o schizzi di emozioni quotidiane; da loro so di potermi aspettare nutrimento per la mia mente.

E così in questo caso. L'argomento è di quelli prèt-a-penser, la campagna della Regione Toscana sull'omosessualità, che ha trovato, me compreso, il plauso di una certa blogosfera in odor di liberalismo.


Poi leggo questo post di ilbaco. Perbacco! (mi si perdoni l'allitterazione banale) Da lui scrivo:"Brillante considerazione. Si insinua una distinzione morale tra colui (poverino) che nasce omosessuale e quello vizioso che invece decide di andare contro natura.
Non sarebbe più semplice, come dici tu, riconoscere ad ognuno il diritto (questo si, naturale) a fare, se non fa male a nessuno, un po' come cazzo gli pare?
Ottimo, andrea.
"

In effetti, restando in tema con la campagna, qui si corre il rischio di gettar via il bambino coll'acqua sporca, dove l'acqua sporca è l'omofobia, ma il bambino è la libertà dell'individuo, che ha nella scelta il suo momento più alto, e non, come afferma surrettiziamente lo slogan, il germe di un comportamento moralmente condannabile.

Si sa, le vie dell'inferno sono lastricate di buone intenzioni.

venerdì 26 ottobre 2007

Perchè ammè la Bernardini De Pace me fa na pippa


Eppoi arriva il momento, perché arriva, in cui realizzi che ogni tuo piccolo sacrificio ha avuto un senso, che oramai le porte della gloria ti vengono spalancate e che l’ascesa al Monparnasse è conclusa.
Ebbene stamane la sottoscritta me medesima di pirsona pirsonalmente, in qualità di procuratore costituito in un giudizio, ha escusso (perché io escuto, si sappia) non un teste qualsiasi, ma un vip (o quantomeno un aspirante).
In verità, detto tra di noi, il suo nome e la sua faccia (benché molto carina ed incredibilmente somigliante ad un mio vecchio amore, ma questa è un’altra storia) inizialmente non mi hanno detto niente, ma poi sono stata prontamente informata, con dovizia di particolari, dall’artista in questione e da una collega presente, che si trattava di un nuovo partecipante, come cantante, alla trasmissione “Amici” del marito di Maurizio Costanzo. (mica cazzi).
Così, terminato l’interrogatorio, in cui comunque ho mantenuto un contegno professionale (la classe non è acqua) e in cui la celebrità ha dimostrato doti non indifferenti, gli ho fatto apporre un bell’autografo a sottoscrizione della sua dichiarazione che renderà felici ed appagati tutti i cancellieri, mi ha salutato congratulandosi con testuali parole: “non conoscevo avvocati così carine e simpatiche”.
E scusate se è poco.
A questo punto, consiglierei vivamente alla Bongiorno ed alla Bernardini De Pace di cambiare mestiere.

mercoledì 24 ottobre 2007

SMART: a me ha fatto troppo ridere



Canta il Trio Medusa, su segnalazione di Capemaster

lunedì 22 ottobre 2007

Prendi il tuo cucchiaio



Si invita la S.V. CiroMonacella


La sott. Cuncetta, nella qualità di amministratore unico del blog UnCertoSorriso.ilcannocchiale.it in Liquidazione, nonché di procuratore di se stessa, con studio in Ugolinostramini.blogspot.it, presso cui elettivamente si domicilia,
PREMESSO
- che a partire dalla data 30/09/2007, la sottoscritta ha intrapreso un’attività di collaborazione ludico-cazzeggiale nel blog Ugolinostramini.blogspot.it, rivestendo il ruolo di co-autore del suddetto blog, per espresso e manifesto invito del suo amministratore unico, Ugolino Stramini;
- che a seguito del post “I cinque sensi del mattino” datato 18.10.2007, si rinveniva tra i commenti, con un non celato sconcerto, il seguente messaggio ad opera di tale Ciro Monacella: “cunce' ma perchè non riapri il blog? eh?” , inserito in data 22.10.2007 alle ore 1.04.
- che, a seguito di tanto, l’amministratore unico Ugolino Stramini, riteneva opportuno replicare a quanto asserito dal Monacella, pubblicando un vigoroso e compiuto comunicato stampa da cui, in sintesi, si dissocia da quanto suesposto dall’occasionale commentatore;
- che, considerata la palese sinteticità del commento in esame, nonchè la datata e profonda stima che lega la scrivente procuratrice al Munaciello, prima che la faccenda de quo esacerbi inutilmente gli animi ed al fine di evitare spiacevoli conseguenze per i legami intercorrenti tra le parti, la sottoscritta
INVITA
Ciro Monacella
in qualità di amministratore unico del blog ciromonacella.ilcannocchiale.it, quale autore del commento di cui si discute, a rendere FORMALI CHIARIMENTI, entro e non oltre la data odierna, circa le intenzioni sottese a quanto espresso.
Napoli, lì 22.10.2007
Cuncetta

domenica 21 ottobre 2007

La vita in diretta

Figlia: Papà, perché non sei venuto ieri alla festa?
Padre: Dunque...
Figlia: Non è che per caso è un discorso lungo?
Padre: (........................................)



giovedì 18 ottobre 2007

Il mattino in cinque sensi


Il mattino non ha l’oro in bocca.
Conserva inevitabilmente il sapore della serata precedente, soprattutto se la distanza tra la veglia ed il risveglio è stata relativamente breve.
Ed il mio stamattina sapeva di vino francese distillato da parole pregne, appaganti, aimables.
Il mattino ha il colore delle cose da fare.
E dubito possa assumere la varietà dell’arcobaleno se
il luogo verso cui ti dirigi è il Centro Direzionale di Napoli.
Non mancano certo le sfumature.
Dal grigio chiaro della circumvesuviana, perennemente affollata, invadente con parole e fatti altrui, che si poggiano fastidiosamente tra una riga e l’altra del libro che da troppo tempo cerco di finire al grigio plumbeo del cielo che pesa sulla città, in totale pendant con l’omogenea mestizia dei palazzoni di contorno al nero fitto delle file interminabili agli ascensori del nuovo Tribunale di Napoli, efficientissimo nel procurarmi un veloce mal di testa.
Il mattino ha gli odori che riconosci per ricordi sedimentati.
Altrimenti non si spiegherebbe l’improvvisa reazione ad un profumo indistinguibile all’interno di una massa di persone, per quanto brucia ancora sulle guance.
Il mattino lo afferri per un lembo della veste. Fugge, si affretta e ti consuma energie, si arresta difficilmente e solo per un attimo. Il tempo di un respiro rigeneratore. L’attimo del suo abbraccio.
Ogni mattino ha una colonna sonora.
Una canzone che ti arriva inaspettata e che resta a segnarti il pentagramma della giornata, mentre soprappensiero ne ripeti qualche nota.
Oggi “l’altro mare”. Tiromancino.

mercoledì 17 ottobre 2007

Donne, du-du-dù, in cerca di guai

Sarò breve, o almeno ci proverò. Leggo da bp un post speciale che parla delle violenze sulle donne. Vi invito chiaramente a leggerlo e a firmare il relativo appello, ma vi anticipo il succo.
Le violenze sulle donne sono una cancrena diffusa, di cui la cronaca giudiziaria descrive solo la famosa punta dell'iceberg.
La gran parte delle violenze inizia e finisce dentro le mura domestiche, ad opera di parenti, congiunti o persone di loro fiducia, e non viene denunciata per pudore, vergogna, opportunismo.

Cioè, la vittima si vergogna di essere vittima e talvolta continua a subire, e l'aggressore va in giro a testa alta, magari vantandosi con gli amici.

Una volta ho sentito una definizione di pudore che mi ha illuminato: il pudore altro non è che uno strumento di sottomissione della donna, una cintura di castità psicologica che l'uomo mette alla donna per garantirsi la trasmissione dei geni, per evitare di lasciare le proprie ricchezze ai figli di un altro.

Ora mi è più chiaro, e spero possa esserlo anche ai miei dubbiosi interlocutori di allora, cosa semplicemente intravvedevo quando denunciavo il nesso tra educazione sessuofobica e pedofilia.

"Ma, e qui resta il problema, non credo che l'attuale approccio negazionista sia sostenuto da un sufficiente impianto razionale essendo invece inquinato da retaggi sessuofobici e conformismo generalizzato di matrice religiosa. C'è una falla nel sistema, e prima o poi le falle danno dei problemi... ...conseguenze che poi pesano più avanti, quando da adolescenti ci si confronta realmente con la sessualità (intesa in senso ampio) con un bagaglio emotivo e culturale spesso inadeguato"

"sto dicendo che attorno alla sessualità in età infantile ci sono delle posizioni irrazionali, probabilmente frutto di convenzioni culturali e pregiudizi di natura religiosa; insomma, è la nostra impostazione sessuofobica che ci spinge a ritardare quando non a impedire il raggiungimento da parte dell'individuo in formazione di una piena consapevolezza e conoscenza
della propria sessualità."

"Perché solo nel campo della sessualità l'unico approccio possibile è quello dello struzzo. Chi lo diceva: il sonno della ragione genera mostri"?"

"non mi precipiterei a dichiarare il battesimo ed il conseguente indottrinamento dei bambini come una cosa tanto innocua; poi capita che una volta cresciuti cuore e cervello non dialogano e si finisce per ragionare con lo stomaco"

"sessuofobia e peccato sono i paraocchi che hanno la sola funzione di impedirci di vedere che ci sono altre strade percorribili"


Aggiunta del 24/10/07

Leggo su LibMagazine un interessante articolo di Marzia Cangiano sulla violenza sulle donne, e mi sforzo di ritrovare le radici del mio particolare punto di vista, che si dimostra proprio in questo post molto difficile da spiegare. Ecco il testo:

"
le mie analisi hanno dimostrato che l’etica sessuofobica è già, ... ..., una difesa eretta dalle personalità più fragili contro la loro angoscia primaria, l’angoscia della morte. I profeti della nostra e di molte altre religioni tentarono infatti di spiegare la morte come una punizione per la violazione del divieto divino di amare e di conoscere (il cosiddetto Peccato Originale) ed hanno visto nella rinuncia all’Amore sessuale e al Libero Pensiero e nella sottomissione ai dogmi religiosi il solo mezzo con cui l’essere umano poteva riconquistare la perduta immortalità. Qui dunque sta la radice dei tabù sessuali, dei fanatismi religiosi, dei gregarismi politici e delle guerre sante che hanno insanguinato attraverso i secoli la storia umana" (per leggere l'intero intervento fate click sul testo, che è del Prof. Luigi De Marchi tratto dal suo blog Il Solista. Un libero pensatore che vi invito a consultare se, come succede a me, non vi convince il conformismo dominante della cultura italiana contemporanea)

La mia interpretazione? La donna, tentatrice in quanto oggetto dei desideri "peccaminosi", è vissuta come responsabile della perdita della vita eterna, quindi da sottomettere e punire a prescindere. Quanto mai calzante quindi il titolo dell'articolo di Marzia Cangiano "
Dietro un piccolo uomo, c’è sempre una grande donna... morta!"

lunedì 15 ottobre 2007

Opera da tre soldi/3

(continua da Opera da tre soldi/2)

L'opera in se, per la sua natura e per il mezzo attraverso il quale è stata pubblicata, come ho detto, rappresenta di per se stessa una novità degna di nota, come degna di nota è anche la presenza quasi fisica dell'autore dentro l'opera.
Alla fine di tutto, però, l'aspetto, anche se meno evidente, che a me è apparso più interessante ne "Le avventure del Monacello" è il personaggio dell'antagonista francese, JJJ, Jean-Jean-Jean.


Non disegnato, né scolpito, più semplicemente modellato in negativo, come il calco in gesso di un'impronta, nasce per essere l'antireciproco del Muna, e quindi specchio fedele di chi e cosa Ciro non è, o meglio, crede di non essere. E questa è la terza notizia.

Ora, chi come me ha maturato nel contatto quasi quotidiano con lui un affetto che è fatto anche di stima e di apprezzamento delle sue qualità umane vuole vedere in quest'opera un processo catartico, non come semplice sfogo liberatorio, ma come liberazione vera e propria dalle zavorre che lui stesso si porta appresso e che gli consentono solo un talvolta spettacolare volo a saltelli, invece del maestoso volo planato alternato a picchiate vertiginose che gli compete.

p.s. Se nella testa del mio lettore fosse passata anche solo per un'istante l'idea che il titolo del post sia riferito all'opera del monaciello, anche grazie al voluto giochetto tre soldi-tre notizie, sappia che è cascato in un piccolo tranello. A valere tre soldi, semmai, è questa misera critica, colpevolmente spinta oltre le reali possibilità intellettive e culturali dell'estensore. Le vie dell'inferno, si sa...

domenica 14 ottobre 2007

Mettete dei fiori nei vostri cannoni


Guardate bene questa foto: bella, vero? Modestia a parte, è mia. Ed è con questa foto che ho deciso di partecipare al 3° Blogger Photo Contest organizzato dall'amico gians anche con il mio piccolo aiuto.
Se volete vedere le foto in gara fate click sul fiore, se volete vedere le foto dei due precedenti contest fate clik qui e qui.
Se volete farmi felice preparatevi a votare per me a partire dal primo di novembre (state pur certi che ve lo ricordo io). Se proprio volete, potreste partecipare anche voi, e in tal caso potrei considerarvi esentati dall'incombenza di votare per me, ma ad una sola condizione: che nessuno voti per davide, lo considererei un'offesa personale.

venerdì 12 ottobre 2007

Indicatori di direzione


Ho sempre sostenuto che nulla accade a caso.
Un attimo.
I fautori del libero arbitrio “puro” mi lascino spiegare.
Va bene, ammetto di essermi incamminata su di una strada impervia e tortuosa, però non sono abituata ad attendere invano la manna dal cielo che sazi il mio cervello di risposte a domande che, come funghi, nascono ad ogni piccola tempesta interiore.
Ebbene, l’esigenza che ho di analizzare tutto, per meglio capire ed agire di conseguenza, mi ha portato alla considerazione che ogni piccolo accadimento ha un valore intrinseco.
Basta solo scovarlo ed assimilarlo.
E’ un’indicazione di direzione.
Ovviamente i problemi sorgono quando quell’avvenimento porta dritto al centro di un incrocio.
In tal caso non resta che adoperare il libero arbitrio.
Eh..non vorrete mica che vi dica tutto io?!

(Post sorto in conseguenza ad un deja vu per il ritrovamento di un tagliando di un parcheggio nella mia auto, datato 17.7.2007, nel tentativo di salvare le apparenze con la sottoscritta)

giovedì 11 ottobre 2007

Opera da tre soldi/2

(continua da Opera da tre soldi/1)


Il carattere autobiografico dell'opera è fortissimo, come dichiarato dallo stesso autore. Il personaggio principale, l'eroe, ha il nome, l'aspetto, le passioni, le pulsioni e persino gli acciacchi dell'autore. Il "Muna" non è ispirato all'autore, è Ciro Monacella in persona, come Nanni Moretti di alcuni suoi film. E questa è la seconda notizia. Vi è indubbiamente una buona dose di egocentrismo e di narcisismo ("narciro" è uno dei suoi appellativi), ma anche di coraggio, perché alla fine quello che si vede nel film è lui a figura intera, e finisce per essere più nitidamente riconoscibile che nelle decine di migliaia di caratteri che ha riversato nel suo blog (omonimo).

A ragione convinto di "grammatizzare" come pochi, ha una viscerale passione per le curve, calcistiche e anatomiche. Mortificato nelle prime da un piede di cristallo e inibito nelle seconde dalla sua conclamata tendenza monogamica, neanche sulla scena (chiamarla finzione non è veritiero) si libera di queste remore e colleziona tre pesanti sconfitte (contro il piano, in discoteca e sul campo). Ce ne sarebbe abbastanza per sospettare una mancanza di autostima.


Continua...

lunedì 8 ottobre 2007

EsseEmmeEsse

Ho acquisito una certa manualità.
Bisogna ammetterlo, soprattutto da qualche mese a questa parte.
Riesco a farlo, mentre parlo, lavoro, guardo tv, cammino.
Quello che mi frega, però, è il T9, che ha una capacità intuitiva assolutamente dissociata.
Nel senso che ti legge subito parole quali
I-N-C-O-N-T-R-O-V-E-R-T-I-B-I-L-E (mica cazzi),
ma snobba il banalissimo e strausato Vaffa, essenziale ed ineliminabile in certi momenti.
(Ovviamente, che ve lo dico a fare, ineliminabile lo legge subito!)
E non crediate che sia una tecnica tipicamente adolescenziale. Anzi.
Perfortunapurtroppo è un mezzo estremamente duttile,
perchè veloce, diretto e soprattutto discreto e per questo motivo adoperato da chi deve, per necessità di cose, regolamentare il traffico nella propria esistenza.
Così capita che la cartella di messaggi ricevuti sia piena di Tim, Vodafone o Wind, come se il tuo gestore all’improvviso ti rendesse il centro di tutti i suoi interessi e se poi a questo si associa l’impostazione vibrazione barra silenzioso ed un/a compagno/a relativamente fiducioso/a, il gioco è fatto.
In realtà gli sms non mi hanno mai convinto più di tanto, il fatto stesso che si debba eliminarli, li rende evanescenti, associati più al verba volant che all’effettivo scripta, a cui naturalmente appartengono.
Ed in effetti alcuni manent, e fanno archivio personale.
Un promemoria di emozioni variegate: dalla gioia per una bella notizia, dalle risate per l’ennesimo cazzeggio, alla rabbia per un ti amo piccola fasullo, che resta lì, che non riesci ancora a cancellare.
Perché in 400 caratteri spesso si racchiude l’esigenza di vivere ed alla fine, come sempre, si fa di necessità virtù.

sabato 6 ottobre 2007

Opera da tre soldi/1

Premessa liberatoria: questo sito non rappresenta una testata giornalistica in quanto è aggiornato senza alcuna periodicità, quindi, non si accettano critiche di scarso tempismo o, orrore, di ritardo!

La notizia, perché tale è la cosa, c'è tutta. Ciro Monacella, in blog "il monaciello", ha scritto, prodotto, diretto, realizzato e interpretato ('azz, alla faccia dell'autarchia) un film di animazione, la sua opera prima [la prima ad essere pubblicata - ndb], destinata ab initio al pubblico dei bloggers, cioè a noi, cioè a me e a te! E questa è la prima notizia.
Trascuro i dettagli sulla lunga gestazione, fatta di attese, sacrifici, nevrosi, di cui sono ancora visibili i segni sulla povera compagna dell'autore, madre putativa dell'opera.
Tralasciamo anche le vicissitudini informatiche che hanno fatto pensare ai più, autore in testa, che il film non l'avremmo visto neanche col cannocchiale (prego notare l'elegante gioco di parole).

Veniamo all'opera. Più che di disegni animati sarebbe più corretto parlare di un musical a fumetti. Per ammissione dello stesso autore, la musica non è un semplice sottofondo acustico delle sequenze, ma parte sostanziale del linguaggio impiegato, la terza dimensione delle immagini, la partitura emozionale che completa e arricchisce ogni singola scena con riferimenti geografici, etnici, introspettivi. Oltre al valore assoluto dei brani, scelti senza mai cadere nei luoghi comuni di certo cinemino recente (uno per tutti "Notte prima degli esami").

Continua...

venerdì 5 ottobre 2007

Dedica

giovedì 4 ottobre 2007

L'incudine napoletana ed il martello padano

..che già la posizione dell’incudine è scomoda.
A dir poco.
La si assume ob torto collo et cum scarreca ghiastemmae,
in virtù di un ipotetico vantaggio presente o futuro.
Ma, se il martello, oltre ad essere pesante, viene
sbattuto da mano penosamente ignorante, la posizione
diviene inevitabilmente intollerabile.
Riflettevo su questo stamattina, ripensando all’incipit del dialogo
avuto con un gentil signore mantovano, mentre mi chiedeva
del mio Foro di appartenenza.
Ed al mio: “è della provincia di Napoli, ed è un Foro abbastanza vasto”.
Lui mi infilza con un: “per forza, con tutti gli imbrogli che fate”.
Così, sfoggiando una delle mie tipiche espressioni facciali migliori e dissociate, con lo sguardo pieno di schifo ed un sorrisino cordiale di copertura, sentivo la mia voce ribattere con un “mi riferivo al circondario, non al contenzioso, tra l’altro strabordante anche al nord, a quanto pare”, quando avrei voluto solamente inneggiare all’organo sessuale di sua madre.