mercoledì 17 ottobre 2007

Donne, du-du-dù, in cerca di guai

Sarò breve, o almeno ci proverò. Leggo da bp un post speciale che parla delle violenze sulle donne. Vi invito chiaramente a leggerlo e a firmare il relativo appello, ma vi anticipo il succo.
Le violenze sulle donne sono una cancrena diffusa, di cui la cronaca giudiziaria descrive solo la famosa punta dell'iceberg.
La gran parte delle violenze inizia e finisce dentro le mura domestiche, ad opera di parenti, congiunti o persone di loro fiducia, e non viene denunciata per pudore, vergogna, opportunismo.

Cioè, la vittima si vergogna di essere vittima e talvolta continua a subire, e l'aggressore va in giro a testa alta, magari vantandosi con gli amici.

Una volta ho sentito una definizione di pudore che mi ha illuminato: il pudore altro non è che uno strumento di sottomissione della donna, una cintura di castità psicologica che l'uomo mette alla donna per garantirsi la trasmissione dei geni, per evitare di lasciare le proprie ricchezze ai figli di un altro.

Ora mi è più chiaro, e spero possa esserlo anche ai miei dubbiosi interlocutori di allora, cosa semplicemente intravvedevo quando denunciavo il nesso tra educazione sessuofobica e pedofilia.

"Ma, e qui resta il problema, non credo che l'attuale approccio negazionista sia sostenuto da un sufficiente impianto razionale essendo invece inquinato da retaggi sessuofobici e conformismo generalizzato di matrice religiosa. C'è una falla nel sistema, e prima o poi le falle danno dei problemi... ...conseguenze che poi pesano più avanti, quando da adolescenti ci si confronta realmente con la sessualità (intesa in senso ampio) con un bagaglio emotivo e culturale spesso inadeguato"

"sto dicendo che attorno alla sessualità in età infantile ci sono delle posizioni irrazionali, probabilmente frutto di convenzioni culturali e pregiudizi di natura religiosa; insomma, è la nostra impostazione sessuofobica che ci spinge a ritardare quando non a impedire il raggiungimento da parte dell'individuo in formazione di una piena consapevolezza e conoscenza
della propria sessualità."

"Perché solo nel campo della sessualità l'unico approccio possibile è quello dello struzzo. Chi lo diceva: il sonno della ragione genera mostri"?"

"non mi precipiterei a dichiarare il battesimo ed il conseguente indottrinamento dei bambini come una cosa tanto innocua; poi capita che una volta cresciuti cuore e cervello non dialogano e si finisce per ragionare con lo stomaco"

"sessuofobia e peccato sono i paraocchi che hanno la sola funzione di impedirci di vedere che ci sono altre strade percorribili"


Aggiunta del 24/10/07

Leggo su LibMagazine un interessante articolo di Marzia Cangiano sulla violenza sulle donne, e mi sforzo di ritrovare le radici del mio particolare punto di vista, che si dimostra proprio in questo post molto difficile da spiegare. Ecco il testo:

"
le mie analisi hanno dimostrato che l’etica sessuofobica è già, ... ..., una difesa eretta dalle personalità più fragili contro la loro angoscia primaria, l’angoscia della morte. I profeti della nostra e di molte altre religioni tentarono infatti di spiegare la morte come una punizione per la violazione del divieto divino di amare e di conoscere (il cosiddetto Peccato Originale) ed hanno visto nella rinuncia all’Amore sessuale e al Libero Pensiero e nella sottomissione ai dogmi religiosi il solo mezzo con cui l’essere umano poteva riconquistare la perduta immortalità. Qui dunque sta la radice dei tabù sessuali, dei fanatismi religiosi, dei gregarismi politici e delle guerre sante che hanno insanguinato attraverso i secoli la storia umana" (per leggere l'intero intervento fate click sul testo, che è del Prof. Luigi De Marchi tratto dal suo blog Il Solista. Un libero pensatore che vi invito a consultare se, come succede a me, non vi convince il conformismo dominante della cultura italiana contemporanea)

La mia interpretazione? La donna, tentatrice in quanto oggetto dei desideri "peccaminosi", è vissuta come responsabile della perdita della vita eterna, quindi da sottomettere e punire a prescindere. Quanto mai calzante quindi il titolo dell'articolo di Marzia Cangiano "
Dietro un piccolo uomo, c’è sempre una grande donna... morta!"

16 commenti:

egine ha detto...

ugolino per onestà a me questo nesso
sfugge, penso alla pedofilia come
ad un attrazione insopprimibile verso
i bambini, maschi o femmine, e penso,
ma non ho dati certi fra le mani, che
a queste persone le donne interissino
molto poco, e comunque solo per
coprire le loro passioni, mentre
l'educazione sessuofobica è sicuramente l'anticamera di comportamenti violenti nei confronti
del partner più debole cioè la donna, tenderei a dividere queste
deviazioni, mi sbaglio?

mr p ha detto...

la mia tenera vita la dedico a te

il mio breve passato saprò dimenticare

l'incerto futuro sarà solo mio e dei ricordi che mi vorrai regalare

adesso ti lascio, mi chiudo nel cuore, l'ultimo posto da solo con me

---poesia di bimbo a pedofilo

Dyo ha detto...

Ugolino, il modulo non mi accetta l'adesione. Sbrogliatemi questa matassa. :-)
Notte.

Ugolino Stramini ha detto...

egine, capisco, ma, se ti va, rileggiti i commenti del vecchio post; poi anche io torno e mi spiego.

mr p, bella, riparliamone.

dyo, a me è successo con Firefox, e non con Internet Explorer; prova!

bp ha detto...

grazie ugolo...
sei tempestivo oltre che indefesso!

a me la poesia di mr p un m'è piaciuta mica!

ciromonacella ha detto...

Non so ugolino, non so.
Col pudore machile come la mettiamo? a chi serve il pudore maschile?
Ecco, io tendo a diffidare dalle eccessive riduzioni al midollo, nel senso: l'essere umano è dotato di parentesi interiori delle quali manco percepisce l'esistenza, anche assai distanti da concetti quali "fine", o "strumento". Parentesi semplicemente mosse, e che a loro volta muovono indipendentemente da logiche matematiche.
Quella definizione mi sembra solo una storcigliata di lingua con fine, questa sì, provocatorio.
Convengo invece sul resto, sulla necessità di denunciare la violenza sulle donne e, in genere, sugli esseri meno forti - fisicamente, eh - di chi quella violenza usa.

cuncetta ha detto...

vado tosto da bippì

gians ha detto...

ugolino, io credo, spero, mi voglio quasi autoconvincere che donne che per pudore non denunciano certi abusi ne rimangano veramente poche. Le Donne che conosco in genere l'anello al naso l'hanno messo al loro partner.

Dyo ha detto...

Avevi ragione: fatto con Explorer. ;-)

Ugolino Stramini ha detto...

bp, mr p è nuovo di qui, e ha portato una testimonianza, certamente problematica e d'interpretazione controversa, ma che, soprattutto se autentica, vuole approfondita con calma e prudenza; in questo senso ho gradito il suo intervento.

ciro, la stessa domanda me la sono fatta e continuo a farmela da quando sentii quella frase.
Però, consideriamo che il pudore maschile è meno accentuato, e soprattutto, rivolto ad altri aspetti, anche nella sessualità; uno per tutti la verginità, su cui i due sessi, soprattutto nell'adolescenza, hanno atteggiamenti tendenzialmente opposti: le ragazze hanno pudore ad ammettere di averla persa; i ragazzi hanno pudore a confessare di non averla ancora persa. Così allo stesso modo sul numero di partner e rapporti sessuali.
Procedendo su questa linea si arriva a capire in base a quale meccanismo una donna si vergogna a tal punto di aver subito violenza da non denunciare il suo aggressore, che invece può facilmente, in alcuni contesti, arrivare addirittura a vantarsi della sua malefatta, rappresentandola come manifestazione del suo domino su quella donna e potenzialmente sull'intero genere femminile.

Ora io dico, se aiutassimo i nostri figli e le nostre figlie a maturare un rapporto sereno con la loro sessualità e la loro identità di genere, evitando i tabù e i miti che sono alla base del senso del pudore, saprebbero riconoscere una violenza, denunciare il colpevole e dare sostegno alla vittima, cosa che oggi non succede.

Spero di essermi spiegato meglio, e aspetto di leggere le eventuali tue considerazioni.

p.s. grazie per questo corposo commento e scusa se ci ho messo tanto a rispondere, ma come vedi avevo bisogno di scrivere con calma.

gians, anche quelle che conosco io, ma purtroppo i dati dicono un'altra cosa!

ciro ha detto...

Certo Ugolino. Capisco e hai perfettamente ragione.
In via generale la parola fatta veicolo di conoscenza non può che agevolare, in qualsiasi ambito, l'evoluzione dell'essere umano. Anche in campo sessuale evidentemente. Il silenzio invece favorisce sempre e comunque chi può eventualmente fare a meno della parola, nello specifico il più forte, nello specifico più specifico il maschio.
Cioè - esperienza personale - se in una famiglia non si parla di sesso, il figlio maschio rielaborati i tabù in maniera sana se li ritrova come veicoli di eccitazione, la figlia femmina rischia di incontrare maggiori difficoltà per via dell'ostacolo pudore (che, come sottolinei giustamente, è di gran lunga maggiore).

Anche qui - riprendo da un tuo commento da me - avrebbe ragione Mazzini a quanto pare.

bp ha detto...

hai ragione ugolo, ci vuole pazienza.
io non avevo pensato all'eventualità che fosse autentica la poesia.ùse è così, tremo

Ugolino Stramini ha detto...

ciro, sulla sana rielaborazione dei tabù avrei qualche dubbio; da un divieto imposto senza motivazione è difficile che possa derivare una crescita. Penso, alla fine, che l'educazione sessuofobica veda come vittime sia maschi che femmine, se non peggio, sicuramente al momento di essere a loro volta educatori.
Argomento carsico, riemergerà presto.

bp, che la pedofilia esista, purtroppo, non è un'ipotesi interpretativa.

egine ha detto...

rileggendo i tuoi commenti ora
capisco l'analogia, del resto
per picchiare una donna non occorre
un grande forza fisica, ma un discreto disordine morale.

Ugolino Stramini ha detto...

egine, dove lo trovo un altro che non si accontenta della prima lettura e torna a cercare ciò che spera di non aver colto?
Il problema è che alcuni ne hanno uno ben preciso di ordine morale: quando rientri a casa picchia tua moglie, tu non sai perché, lei si! L'ho detto anche da gians: certe cose è meglio non importarle dai cinesi.

bp ha detto...

Come ogni istinto anche quello sessuale si aggressivizza quando viene inibito.
sacrosanto!

bellissimo il post di de marchi, quanto la tua interpretazione.
tutto giustissimo, tutto.
devo pensare quindi che si deve fare i conti con un'umanità ottusa... che è rimasta al peccato originale.. quando, dettotranoi, la storia della vita eterne potrebbe essere un'enorme bufala.

come si esce da questo cerchio?
un cane che cerca di mordersi la coda, gita e riggira sta sempre allo stesso posto. noi come lui.

grazie ugolo per questo aggiornamento, che mim ha fatto scoprire un sito interessante e moolto.