lunedì 26 maggio 2008

Oscar alla corriera

Un grande passo per Oscar Pistorius, ma un passo ancora più grande per l'Umanità.

Dal fondo del fondo del buon senso, che sempre da qualche parte si annida nelle pieghe del diritto e nelle volute cerebrali di alcuni dei suoi depositari, è arrivata la benemerita decisione di consentire all'atleta sudafricano di correre alle olimpiadi.

Inutile che vi dica quanto farò il tifo per lui.
(grazie come sempre all'ottima bp per la tempestiva segnalazione)

lunedì 19 maggio 2008

Caro diario

Da alcuni giorni trascrivo le mie riflessoni a matita su un blocco a quadretti.

sabato 3 maggio 2008

Cara barbara... grazie.

Premessa pleonastica, come sempre.
Faccio questo, poi prometto che per un po' smetterò di dedicare i post a barbara. Non è un caso se misi il suo blog tra i cinque che mi fanno riflettere (e questa vuole essere anche una non velata polemica con alcuni dei miei più cari amici bloggers, egine prima di tutto, che hanno assunto nei suoi confronti un atteggiamento improntato allo snobismo ed alla derisione, dimenticando che, come diceva De Andrè, dietro ogni scemo c'è un villaggio); spesso in modo inconsapevole, e in genere con esiti a lei poco graditi, le sue riflessioni - zampate, in linea con la sua natura felina - hanno la capacità di dare l'avvio o portare a compimento nella mia testa dei ragionamenti che con le mie sole risorse non sarebbero mai andati avanti.


L’antefatto – chi di vittimologia ferisce…
Nei commenti del mio primo post su Pippa Bacca barbara snocciola il seguente concetto: "Esiste tuttavia una branca dell'antropologia criminale che si chiama vittimologia, e direi che Pippa è davvero il più perfetto esempio di vittima per scelta che si possa immaginare: partita da casa alla ricerca del proprio assassino, su un itinerario sul quale non poteva non incontrare il proprio assassino, vestita in modo da non poter essere ignorata dall'assassino, muovendosi in modo da non poter sfuggire al proprio assassino, o meglio, in modo che l'assassino non potesse sfuggire a lei".

…mumble, mumble…
Il concetto è di quelli, per me, intriganti; il bianco che diventa nero, la vittima che diventa colpevole, il lupo che diventa agnello, il lupo... il lupo... il lupo... d'un tratto l'illuminazione. Mi era capitato di sentire distrattamente che la moderna psicologia aveva prodotto una rilettura in chiave rovesciata della favola di Cappuccetto Rosso.
Una bambina indisciplinata, decisa a regolare una volta per tutte i conti con il lupo, fregandosene del buon senso e delle raccomandazioni della mamma, munita di una sgargiante mantellina rossa attraversa il bosco in cui il lupo vive isolato per raggiungere la casa della vecchia nonna, contando sull'ineluttabile aggressione del lupo e sul conseguente intervento liberatore del cacciatore armato di fucile.
Sembra proprio la vicenda di Pippa (cappuccetto rosso), che più o meno inconsapevolmente voleva mobilitare le energie positive del mondo islamico medio-orientale (il cacciatore) contro le sue stesse spinte più retrograde (il lupo), attraversando il suo territorio vestita di un candido vestito da sposa (la mantellina rossa) per attirare l'attenzione.

… di vittimologia perisce – La conclusione.
Questo mi ha fatto balzare in mente un altro paragone, relativo ad una precedente riflessione: il popolo d'Israele che aveva molti conti aperti con la storia, decide di andare ad insediarsi proprio al centro di un territorio fortemente caratterizzato dalla presenza di arabi e musulmani, fregandosene del fatto che l’intera area abbia espresso da subito una pervicace contrarietà, esibendo in modo plateale bandiere con la stella di David e costumi occidentali, contando sull’ineluttabile reazione della frangia più integralista del mondo arabo e sulla conseguente mobilitazione del potente alleato americano.
Come la stessa barbara precisa, e anche io penso, le responsabilità della vittima non attenuano le colpe dell’aggressore; tuttavia, chi se ne va per boschi a passeggiare non si meravigli più di tanto se le sue grida "al lupo, al lupo" non susciteranno particolare allarme e mobilitazione.


Mi sono esercitato in questo parallelo non perchè ne assuma acriticamente come vere le conclusioni, ma piuttosto per stimolare ulteriormente il dibattito su un tema - si sarà capito - al quale attribuisco un grande valore simbolico. Credo non sia determinante stabilire se un'impresa abbia o non abbia a priori una reale possibilità di successo, quanto è importante coglierne invece le motivazioni e le finalità, e in questo, ferma restando la buona fede di entrambi, i due casi si differenziano notevolmente: l'impresa di Pippa, velleitaria quanto si vuole, aveva in animo di far compiere un passo avanti all'intera umanità; il sionismo aveva invece l'obiettivo di un progresso - ancorchè legittimamente auspicabile - del solo popolo ebraico. Se tanto mi da tanto, ne parlaremo ancora.

giovedì 1 maggio 2008

Tre brani, un solo pensiero.

"Rischiavano la strada e per un uomo
ci vuole pure un senso a sopportare
di poter sanguinare
e il senso non dev'essere rischiare
ma forse non voler piu' sopportare"

"Approfittando di non essere fragilissimi di cuore
andiamo all'altro mondo bighellonando un poco
perché forzando il passo succede che si muore
per delle idee che non han più corso il giorno dopo.
Ora se c'è una cosa amara, desolante
è quella di capire all'ultimo momento
che l'idea giusta era un'altra, un altro movimento
moriamo per delle idee, va bè, ma di morte lenta
ma di morte lenta."

"Se cerco di immaginarmi il nuovo aspetto che il dispotismo potrà avere nel mondo, vedo una folla innumerevole di uomini eguali, intenti solo a procurarsi piaceri piccoli e volgari, con i quali soddisfare i loro desideri. Ognuno di essi, tenendosi da parte, è quasi estraneo al destino di tutti gli altri: i suoi figli e i suoi amici formano per lui tutta la specie umana; quanto al rimanente dei suoi concittadini, egli è vicino ad essi, ma non li vede; li tocca ma non li sente affatto; vive in se stesso e per se stesso e, se gli resta ancora una famiglia, si può dire che non ha più patria.
Al di sopra di essi si eleva un potere immenso e tutelare, che solo si incarica di assicurare i loro beni e di vegliare sulla loro sorte. E’ assoluto, particolareggiato, regolare, previdente e mite. Rassomiglierebbe all’autorità paterna se, come essa, avesse lo scopo di preparare gli uomini alla virilità, mentre cerca invece di fissarli irrevocabilmente nell’infanzia, ama che i cittadini si divertano, purché non pensino che a divertirsi."