sabato 3 maggio 2008

Cara barbara... grazie.

Premessa pleonastica, come sempre.
Faccio questo, poi prometto che per un po' smetterò di dedicare i post a barbara. Non è un caso se misi il suo blog tra i cinque che mi fanno riflettere (e questa vuole essere anche una non velata polemica con alcuni dei miei più cari amici bloggers, egine prima di tutto, che hanno assunto nei suoi confronti un atteggiamento improntato allo snobismo ed alla derisione, dimenticando che, come diceva De Andrè, dietro ogni scemo c'è un villaggio); spesso in modo inconsapevole, e in genere con esiti a lei poco graditi, le sue riflessioni - zampate, in linea con la sua natura felina - hanno la capacità di dare l'avvio o portare a compimento nella mia testa dei ragionamenti che con le mie sole risorse non sarebbero mai andati avanti.


L’antefatto – chi di vittimologia ferisce…
Nei commenti del mio primo post su Pippa Bacca barbara snocciola il seguente concetto: "Esiste tuttavia una branca dell'antropologia criminale che si chiama vittimologia, e direi che Pippa è davvero il più perfetto esempio di vittima per scelta che si possa immaginare: partita da casa alla ricerca del proprio assassino, su un itinerario sul quale non poteva non incontrare il proprio assassino, vestita in modo da non poter essere ignorata dall'assassino, muovendosi in modo da non poter sfuggire al proprio assassino, o meglio, in modo che l'assassino non potesse sfuggire a lei".

…mumble, mumble…
Il concetto è di quelli, per me, intriganti; il bianco che diventa nero, la vittima che diventa colpevole, il lupo che diventa agnello, il lupo... il lupo... il lupo... d'un tratto l'illuminazione. Mi era capitato di sentire distrattamente che la moderna psicologia aveva prodotto una rilettura in chiave rovesciata della favola di Cappuccetto Rosso.
Una bambina indisciplinata, decisa a regolare una volta per tutte i conti con il lupo, fregandosene del buon senso e delle raccomandazioni della mamma, munita di una sgargiante mantellina rossa attraversa il bosco in cui il lupo vive isolato per raggiungere la casa della vecchia nonna, contando sull'ineluttabile aggressione del lupo e sul conseguente intervento liberatore del cacciatore armato di fucile.
Sembra proprio la vicenda di Pippa (cappuccetto rosso), che più o meno inconsapevolmente voleva mobilitare le energie positive del mondo islamico medio-orientale (il cacciatore) contro le sue stesse spinte più retrograde (il lupo), attraversando il suo territorio vestita di un candido vestito da sposa (la mantellina rossa) per attirare l'attenzione.

… di vittimologia perisce – La conclusione.
Questo mi ha fatto balzare in mente un altro paragone, relativo ad una precedente riflessione: il popolo d'Israele che aveva molti conti aperti con la storia, decide di andare ad insediarsi proprio al centro di un territorio fortemente caratterizzato dalla presenza di arabi e musulmani, fregandosene del fatto che l’intera area abbia espresso da subito una pervicace contrarietà, esibendo in modo plateale bandiere con la stella di David e costumi occidentali, contando sull’ineluttabile reazione della frangia più integralista del mondo arabo e sulla conseguente mobilitazione del potente alleato americano.
Come la stessa barbara precisa, e anche io penso, le responsabilità della vittima non attenuano le colpe dell’aggressore; tuttavia, chi se ne va per boschi a passeggiare non si meravigli più di tanto se le sue grida "al lupo, al lupo" non susciteranno particolare allarme e mobilitazione.


Mi sono esercitato in questo parallelo non perchè ne assuma acriticamente come vere le conclusioni, ma piuttosto per stimolare ulteriormente il dibattito su un tema - si sarà capito - al quale attribuisco un grande valore simbolico. Credo non sia determinante stabilire se un'impresa abbia o non abbia a priori una reale possibilità di successo, quanto è importante coglierne invece le motivazioni e le finalità, e in questo, ferma restando la buona fede di entrambi, i due casi si differenziano notevolmente: l'impresa di Pippa, velleitaria quanto si vuole, aveva in animo di far compiere un passo avanti all'intera umanità; il sionismo aveva invece l'obiettivo di un progresso - ancorchè legittimamente auspicabile - del solo popolo ebraico. Se tanto mi da tanto, ne parlaremo ancora.

13 commenti:

babbo ha detto...

---Quanto meno audace accostamento, ma se l'uccisione di Pippa suscitasse le stsse prese di posizione scaturite dalla decisione del popolo Ebraico di insediarsi proprio in quella parte del mondo, allora la sua morte raccoglierebbe il giusto compenso anche se di morte si tratta.
babbo

Arci ha detto...

Caro Ugolino adesso ti sei proprio inoltrato in un campo minato. Barbara ha tante qualità ma è molto suscettibile, credo proprio che si scatenerà. Il parallelo tra Pippa (che come me ritiene essere una scitoccata) e il popolo ebraico è ardito e certamente susciterà le ire di Barbara che si abbatteranno su di te.

E' un parallelo che non c'entra un fico secco. Ti sei infilato in un cul de sac.

Quella guerra che ormai ha 60 anni è una scelta cinica degli arabi che rifiutarono le risoluzioni ONU. Se non avessero fatto quella sciagurata scelta oggi festeggerebbero lo stato palestinese come gli israeliti festeggiano il proprio. Con lutti e sofferenze che sarebbero stati evitati.

Cappuccetto rosso voleva fare le sue esperienze sessuali, Israele invece deve difendersi da lupi cattivi che gli scatenano contro 1300 milioni di mussulamni. Più un certo numero di cretini quì da noi.

Questa mia reprimenda è niente rispetto a quella che ti prenderai da Barbara.
Abbiti la mia solidarietà anticipata. ;))

barbara ha detto...

Bene bene bene ...
Cominciamo da Cappuccetto Rosso. Qui stai trascurando un "piccolo" dettaglio: non è Cappuccetto Rosso che decide di andare nel bosco, bensì quella zoccola della sua mammina che, sapendo benissimo che lì c'è il lupo, ce la manda.
E passiamo all'altro tema. Su Israele commetti diversi errori storici. Vediamoli con ordine.
1. Nella Terra d'Israele ci sono sempre stati ebrei, non hanno mai smesso di esserci nel corso dei due millenni, dall'epoca della deportazione romana a oggi.
2. Quando è iniziata l'immigrazione massiccia di ebrei, la Palestina aveva una densità abitativa di 4 abitanti/Kmq, e la città di Gerusalemme nel 1906 aveva 60.000 abitanti: 40.000 ebrei, 13.000 cristiani, 7000 musulmani. Gli arabi erano comunque maggioranza, vero, ma non è che loro siano piombati nel bel mezzo di un ammasso di milioni di arabi che si sono dovuti spostare per fargli posto.
3. La bandiera con la stella di David è nata con lo stato di Israele, ossia circa 66 anni dopo l'arrivo dei primi pionieri ebrei.
4. A quel tempo non c'erano "frange integraliste" nel mondo arabo: queste sono nate coi Fratelli Musulmani quasi mezzo secolo dopo.
5. Gli ebrei comunque non sono andati lì per "suscitare reazioni" ma per sfuggire ai massacri perpetrati contro di loro in ogni parte d'Europa. Ci sarebbero andati molto prima, se avessero potuto - da sempre gli ebrei, a Pasqua, pregano "l'anno prossimo a Gerusalemme" - ma hanno dovuto aspettare che l'impero ottomano che aveva occupato tutta la regione cominciasse a indebolirsi prima di poterlo fare.
6. A quel tempo non c'era nessun "potente alleato americano". Nel '47 è stato solo in zona Cesarini che si è riusciti ad ottenere il voto favorevole degli Stati Uniti, che erano contrarissimi, mentre favorevole era l'Unione Sovietica. E anche in seguito l'alleanza americana è molto più leggenda che realtà (vedi guerra dei Sei Giorni, vedi guerra del Kippur e tanti altri episodi).
Alcune altre cose le ha dette Arci. Il resto alla prossima puntata. torno a ripeterti l'invito a fare attenzione: gli specchi sono maledettamente scivolosi (e nel post di sotto non hai ancora messo il link con le informazioni sulla lotta al neuroblastoma che uccide un numero mostruoso di bambini e tuto il resto).
Baciuolini e carezzuole
Semrpretua
barbara

gians ha detto...

chissà come, in questo post mi ci vedo dentro, ugolo bello, Pippa per quanto spinta da un'idea nobilissima, era un'artista, molto probabilmente, non aveva mai apprezzato, o fatta sua la famosa favola. Era uno spirito libero, in un mondo che conosceva bene, con i suoi lupi e le sue ingiustizie, l'ha voluto sfidare, e sappiamo come è andata. Ora mi chiedo se il tuo post, possa servire anche nel piccolo, a spiegare che bisogna sempre avere il coraggio, di andare in quei luoghi in cui si sente avversità, ma proprio lì, sai che è necessaria la tua presenza. Vero barbara?

barbara ha detto...

... necessaria ...? (sarò via per qualche giorni. Intanto andate avanti voi, che poi vi raggiungo)

barbara ha detto...

ERRATA CORRIGE: qualche giorno.

egine ha detto...

ciao ugolino benche la verità o perlomeno quello che noi cerchiamo di
assimilare a quel significato meritino sempre lo spazio più grande,
questa storia non mi appassiona, so
che è divenuta metafora per qualcosa
di più vasto, ma anche quel vasto
abbisogna della necessaria violenza,
per affermarsi, lascio fare a te
alla tua tenace pazienza, ti rivolgo
solo una domanda ma dietro alla
malafede cosa c'è? un altro villaggio!

Alessandra ha detto...

Eccomi qua!
Personalmente non mi sento di pronunciarmi su Pippa Bacca,se in pratica si sia "cercata" la sua fine o meno: dico solo che non avrei fatto un viaggio del genere e facendo autostop... . Ma chi sono io per parlare di una che è morta inseguendo idee di pace? Non riesco.
Ugolino, cosa significa per i blogger essere "incatenati"?

babbo ha detto...

---in riferimento all'istant messager
Ugolino Stramini, la genialità dello scansa fatiche
però geniale.
babbo

egine ha detto...

ot.ugolino se trovi delle cose di cui
sarebbe giusto lamentarsi ma non lo
fai per pigrizia o perchè non sei un
rompiballe, è arrivato il momento
vieni da me e lamentati!!!!

fioredicampo ha detto...

Caro Ugolino, sei diventato pigro. Quando ti decidi ad aggiornare il blog in modo che anch'io possa commentare?
Un abbraccio.

'o munaciello ha detto...

Non c'è che dire. Non la penso come Arci e Barbara sul tuo triplo parallelo. Lo trovo ammirevole, ci vedo uno sforzo buono. E mi convince, come non mi convincono per nulla gli assolutismi storici. La verità fa la troia, e per provare a vederne i riflessi bisogna ardire, costruirle impalcature attorno (non so, immagina di dover stanare una persona esilissima in una stanza buia, cosa si fa? ugolino prova a mettere degli ostacoli in maniera scientifica, ordinata, e ardimentosa - è comunque buio - sperando che la persona esile sbattendoci contro offra indizi sonori; barbara mi pare si muova d'istinto, con una certa dose di fede verso il dato, verso il fatto).
Niente quindi. Per quello che può interessarvi sento di propendere per l'ardimento di Ugolino, per questa suo stile di ricerca a più mani. Che se nella vicenda umana ci si fosse sempre fidati dei racconti il pensiero sarebbe morto.

babbo ha detto...

---ugolino, sai dove, e come trovarmi, se ritieni di avere un perchè, mi trovi disponibile.
babbo