venerdì 29 giugno 2007
Molecole/05
mercoledì 27 giugno 2007
Outing necessario (Puttane!)
Questo preambolo per dire pubblicamente che non ce la faccio, è più forte di me, sono due bastardi, ma da puttana naturale che sono non riesco a tenergli il broncio neanche imponendomelo.

La storia ha il suo epicentro in questo post di egine, ma è nei commenti che va in onda la messa in scena di quello che si rivelerà poi uno scherzo del cazzo! Io, in buona compagnia, ci casco dentro con tutte le scarpe, e mi improvviso ruffiano per fare far pace ai due-llanti; arrivo persino a postare due pensieri estratti dai loro blog per cercare a riportarli alla ragione con le loro stesse parole ( e qui colgo l'occasione per scusarmi con quanti hanno annaspato alla ricerca del senso del post, invece riservato ai soli due-llanti).
L'epilogo è questo:


Ma il bello deve ancora venire, dopo la farsa inizia la tragedia; risentito per il tradimento, opto per la linea dura e cerco alleanze altolocate...
... ma l'esito è deludente:
commento di
lasciato il 25/6/2007 alle 15:38, 213.140.16.xxx 
e uno da marcoz, perché quel link era troppo forte!
Come se non bastasse l'astinenza, quei due bastardi - consapevoli di avere la coscienza sporca - cercano di circuirmi con le loro moine.
ciro ha detto...
- Restare sull'Aventino e tramare per dare loro la giusta punizione?
- Scendere dall'Aventino facendo finta che non sia successo niente?
- Spiattellare tutto in un post per uscire allo scoperto col botto e magari fare un po' di visite e commenti?
domenica 24 giugno 2007
venerdì 22 giugno 2007
Chi l'ha scritto?
"questi sono i miei principi, e se non vi piacciono ne ho altri"
mercoledì 20 giugno 2007
Dal vangelo secondo Luca
(6,44) Ogni albero infatti si riconosce dai suoi frutti.
domenica 17 giugno 2007
Una questione spinosa

L'imminente giornata dell'orgoglio pedofilo (a proposito di ossimori) e la vibrante levata di scudi da parte di molta blogosfera, compresi alcuni dei miei amici più cari, mi hanno fatto sorgere dei dubbi, e mi hanno consentito di capire che nel mio sistema c'è una falla.
Allora, come ho detto da bp, ho chiuso cuore e cervello in una stanza e ho detto loro che non li avrei fatti uscire sino a che non avessero trovato una sintesi.
Quello che segue è un pezzo di dialogo, frutto, neanche a dirlo, di una delle tante intercettazioni telefoniche:
- Cuore: non ho capito che vuoi dire.
- Cervello: penso, al di là della netta condanna per qualsiasi violenza sui bambini, che il tema ponga alcuni interrogativi: voglio dire, chi l'ha detto che i bambini non possano avere a priori una loro sessualità; per quale motivo deve essere loro interdetta qualsiasi attività sessuale sino a quando decidiamo noi? Eppure il loro corpo, già ampiamente ricettivo degli stimoli sessuali anche prima, raggiunge la piena maturità sessuale in età molto giovane!
- Cuore: semplice, perché non sono maturi per gestirla e possono farsi del male!
- Cervello: sei sicuro? sono molti gli aspetti della personalità umana che i bambini non sono maturi per gestire, eppure consentiamo comunque che ci si confrontino, proprio per fare in modo che acquisiscano, grazie alla sperimentazione guidata e sostenuta, quella maturità che non hanno.
- Cuore: non ti seguo, cosa intendi?
- Cervello: ce ne sono tanti; prendi il traffico urbano: nessuno di noi è convinto che un bambino di 5 anni abbia le conoscenze e la maturità per circolare da solo nel traffico cittadino, tuttavia e a maggior ragione, lo accompagniamo per mano, nella giusta speranza che egli sviluppi al più presto la capacità di muoversi nel traffico in sicurezza.
- Cuore, va beh, non mi vorrai paragonare il sesso e il traffico? non essere ridicolo!
- Cervello: ridicolo!? non mi vorrai dire che il sesso è più pericoloso del traffico? ne vuoi sentire un'altra? la religione: non è certamente una dimensione per la quale i bambini possano contare su una maturità sufficiente; eppure essi vengono sin dalla giovanissima età sottoposti ad un indottrinamento che produce un'adesione del tutto involontaria ad una fede, che non è scelta da loro ma da chi ha la loro tutela.
- Cuore: ho capito, quindi d'ora in poi i bambini invece che al catechismo li mandiamo a fare teoria e pratica della sessualità! bel progresso!
- Cervello: non sto certamente dicendo questo; sto dicendo che attorno alla sessualità in età infantile ci sono delle posizioni irrazionali, probabilmente frutto di convenzioni culturali e pregiudizi di natura religiosa; insomma, è la nostra impostazione sessuofobica che ci spinge a ritardare quando non a impedire il raggiungimento da parte dell'individuo in formazione di una piena consapevolezza e conoscenza della propria sessualità.
- Cuore: parole, belle parole, anche in parte condivisibili, ma che non possono in alcun modo giustificare il fatto che persone adulte approfittino sessualmente di creature innocenti; dimmi quello che vuoi, ma per me rimane una cosa orribile!
- Cervello: sono d'accordo con te, tuttavia ritengo che questa nostra comune impressione sia, almeno in parte, più frutto di un condizionamento culturale che di un'analisi imparziale. La mia riflessione mi ha portato a ragionare su cosa differenzia un relativista da un dogmatico; il dogmatico è uno al quale la differenza tra ciò che è bene e ciò che è male è stata rivelata una volta per tutte; il relativista invece è uno che le sue convinzioni le ha costruite da se, attraverso l'analisi del mondo che lo circonda ed il confronto con il prossimo, quindi consapevole che le sue verità non sono ne infallibili ne eterne e pertanto disponibile a metterle in discussione. Ciò che oggi ritengo sia male non è male in se, ma è da me ritenuto male in relazione al mio attuale impianto etico, ma ben potrebbe non essere male per un altro o non esserlo più per me in futuro. E di questo abbiamo infiniti esempi: in casa nostra l'aborto, il divorzio, l'omosessualità; nel confronto con altri popoli la poligamia, il burka, le spose bambine, le mutilazioni genitali, la pena di morte, la vendetta. Non posso non riconoscere che su tutti questi temi, su fronti contrapposti, si confrontano fazioni convinte entrambi di essere nel giusto: A questo punto il dogmatico dichiara la guerra santa, il relativista cerca di capire la posizione dell'altro e attraverso il dialogo cerca un punto d'incontro comune, che se non consente di vederla allo stesso modo, almeno facilità l'accettazione della diversità altrui.
- Cuore: quindi secondo te dovremmo accettare le pratiche pedofile come semplici espressioni di una diversa cultura e intavolare un dibattito culturale sulle reciproche diversità di opinione, tralasciando che dei bambini continueranno a farne le spese.
- Cervello: no, ho detto in principio che la condanna delle violenze sui bambini deve essere ferma e la prevenzione e la repressione incisive; ritengo però che la definizione di violenza debba essere sottoposta ad un vaglio molto attento, e in questo ambito, anche il confronto con chi la pensa diversamente è un elemento fondamentale e irrinunciabile per chi è alla ricerca della verità e non è convinto di possedere l'unica.

lunedì 11 giugno 2007
Molecole/04
"Ho la sigaretta!"
"Con l'altra mano!!?"
"Ho il telecomando! E abbassati che non vedo!"
giovedì 7 giugno 2007
Tanto tuonò che piovve
Ma veniamo al libro: è una sorta di catechismo laico, un corso accelerato di educazione civica di uno stato confessionale; prima di tutto smonta e butta alle ortiche a due a due con uguale slancio il liberismo "Sotto il regime esclusivo di libertà ... che ha più o meno regolato il mondo economico nei tempi a noi più vicini, i documenti più innegabili ci mostrano aumento d'attività produttrice e di capitali, non di prosperità universalmente diffusa: la miseria delle classi operaie è la stessa di prima. La libertà di concorrere per chi nulla possiede, per chi, non potendo risparmiare sulla giornata, non ha di che iniziare la concorrenza, è menzogna" e il comunismo "il Comunismo non conquista l'eguaglianza fra gli uomini del lavoro: non aumenta la produzione ... perché fatta sicura la vita, la natura umana ... è soddisfatta, e l’incentivo a un accrescimento di produzione da diffondersi su tutti i membri della società diventa sì piccolo che non basta a scuotere la facoltà; non migliora i prodotti; non conforta al progresso nelle invenzioni, non sarà mai aiutata dalla incerta, ignara direzione collettiva dell'ordinamento."; il materialismo "Non vi sono atei fra voi : se ve ne fossero, sarebbero degni non di maledizione, ma di compianto" e lo spiritualismo " Agli altri che vi parlano del Cielo, scompagnandolo dalla Terra, voi direte che cielo e terra sono, come la via e il termine della via, una cosa sola. Non dite che la terra è fango : la terra è di Dio. Dio la creava perché per essa salissimo a lui. La terra non è soggiorno d'espiazione o di tentazione è il luogo del nostro lavoro per un fine di miglioramento, del nostro sviluppo verso un grado d'esistenza superiore. Dio ci creava non per la contemplazione, ma per l'azione : ci creava a immagine sua, ed egli è Pensiero ed Azione, anzi non v'è in lui pensiero che non si traduca in azione."; visto che c'è butta via anche la dichiarazione dei diritti dell'uomo "le rivoluzioni conquistarono la libertà : libertà individuale, libertà di insegnamento, libertà di credenze, libertà di commercio, libertà in ogni cosa e per tutti. Ma che mai importavano i diritti riconosciuti a chi non aveva mezzo d'esercitarli? che importava la libertà d'insegnamento a chi non aveva né tempo, né mezzi per profittarne? che importava la libertà di commercio a chi non aveva cosa alcuna da porre in commercio, né capitali, né credito? La società si componeva, in tutti i paesi dove quei principi fondamentali furono proclamati, d'un piccolo numero d'individui possessori del terreno, del credito, dei capitali; e di vaste moltitudini d'uomini non aventi che le proprie braccia, forzati a darle, come arnesi di lavoro, a quei primi e a qualunque patto, per vivere : forzati a spendere in fatiche materiali e monotone l'intera giornata : cos'era per essi, costretti a combattere colla fame, la libertà, se non un'illusione, una amara ironia? " e lo Stato Vaticano con tutta la gerarchia cattolica, Papa in testa "dite ai preti che voi conoscete Dio più ch'essi tutti non fanno, e che tra Dio, e la sua Legge, voi non avete bisogno d'intermediari". Già comincia a starvi più simpatico, eh?
Poi, di buzzo buono, si mette li e ti inventa un modello nuovo di zecca, basato sul concetto-guida di progresso dell’umanità: “l'Umanità è un corpo solo e deve essere governato da una sola legge, ma che il primo articolo di questa Legge è Progresso” e “La vita vi fu dunque data da Dio perché ne usiate a benefizio dell'umanità, perché dirigiate le vostre facoltà individuali allo sviluppo delle facoltà dei vostri fratelli, perché aggiungiate con l'opera vostra un elemento qualunque all'opera collettiva di miglioramento e di scoperta del Vero che le generazioni lentamente, ma continuamente promuovono.”
Elabora un modello etico che ricorda il metodo galileiano: “Dio v'ha dato il consenso dei vostri fratelli e la vostra coscienza, come due ali per innalzarvi quanto è possibile sino a lui. … Dovunque s'incontrano, dovunque il grido della vostra coscienza è ratificato dal consenso dell'umanità, ivi è Dio, ivi siete certi di avere in pugno la verità : l'uno è la verificazione dell'altro."
Poi lo completa con una teoria minima sul governo: “Dio non delega la sovranità ad alcun individuo; quella parte di sovranità che può essere rappresentata sulla nostra terra è da Dio affidata all'Umanità, alle Nazioni, alla Società. Ed anche quella cessa e abbandona quelle frazioni collettive dell' Umanità, quand'esse non la dirigano al bene, all'adempimento del disegno provvidenziale.”
In ultimo tratteggia un principio di stato sociale e di modello distributivo della ricchezza: “Figli tutti di Dio e fratelli in Lui e tra noi, noi siamo chiamati a formare una sola grande famiglia. In questa famiglia possono esistere disuguaglianze generate dalle diverse attitudini, dalle diverse
capacità, dal diverso desiderio di lavoro ; ma un principio deve signoreggiarla: “chiunque è disposto a dare, per il bene di tutti, ciò ch'egli può di lavoro, deve ottenerne compenso tale che lo renda capace di sviluppare, più o meno, la propria vita sotto tutti gli aspetti che la definiscono”.
Sono costretto, per motivi di leggibilità, all’incompletezza, ma non posso chiudere senza sottolineare che per Mazzini, già nel 1860, il voto alla donna e il pieno riconoscimento della parità tra i sessi erano concetti assodati e obiettivi irrinunciabili. La scoperta di cosa tutto ciò abbia a che fare con il Mazzini risorgimentale lo lascio al piacere di chi vorrà leggere l’opera.
Per parte mia ho già sul comodino il prossimo libro; per non scontentare nessuno degli amici del post di sotto, ho aderito al suggerimento dell’unico neoarrivo e ho preso in prestito il Vangelo di Luca. Non mi dite la fine, per carità!




ugolino, tu sei un bene prezioso
24 giugno 2007 11.51
immagino che tu abbia da fare,
comunque volevo dirti che ho creato
un links apposito che si chiama
fratelli maggiori
e tu per il momento sei l'unico link
cari saluti
26 giugno 2007 12.43