sabato 31 ottobre 2009
giovedì 29 ottobre 2009
Esegesi necessaria
Com'è, come non è, stamattina mi ritrovo a leggere i primi capitoli della Genesi [l'attacco sembra del peggior Maurizio Milani, lo so]. Sorvoliamo sulla maledizione di Adamo ed Eva; leggi quella e capisci d'un colpo l'origine della misoginia - 11 ... «Hai forse mangiato dell'albero di cui ti avevo comandato di non mangiare?». 12 Rispose l'uomo: «La donna che tu mi hai posta accanto mi ha dato dell'albero e io ne ho mangiato». (Genesi 3.11-12)
Il bello arriva con la storia di Babele. Sopravvissuti al diluvio, i figli e nipoti di Noè si attrezzano per la ricostruzione. 4 Poi dissero: «Venite, costruiamoci una città e una torre, la cui cima tocchi il cielo e facciamoci un nome, per non disperderci su tutta la terra». 5 Ma il Signore scese a vedere la città e la torre che gli uomini stavano costruendo. 6 Il Signore disse: «Ecco, essi sono un solo popolo e hanno tutti una lingua sola; questo è l'inizio della loro opera e ora quanto avranno in progetto di fare non sarà loro impossibile. 7 Scendiamo dunque e confondiamo la loro lingua, perché non comprendano più l'uno la lingua dell'altro». 8 Il Signore li disperse di là su tutta la terra ed essi cessarono di costruire la città. (Genesi 11.4-8)
A questo creatore non gliene va bene una: li vuole ignoranti del bene e del male, hippies dediti solo a contemplarlo; si pente di averli creati e li stermina con il diluvio, loro e tutti gli animali terrestri e del cielo - i pesci, va da sè, se la cavano. Salva solo Noè e la sua famiglia, ma appena questi provano ad organizzarsi, e, cosa più grave, sembrano essere pure capaci di farlo, 'sti farabbutti, giù la seconda punizione, ma stavolta più fine, più subdola: gli confonde gli idiomi, non si capisce più il padre con il figlio, come usa dire, e mandano tutto a carte quarantotto. Il pericolo di un genere umano unito, forte e pacifico è stato sventato almeno per altri cinquemila anni [chiedetemi come mai la pace in MO risulta difficoltosa!]
Il commentario, se ci fosse qualche dubbio, è ancora più chiaro: "Se essi non si fossero capiti a vicenda, non si sarebbero potuti aiutare: questo li avrebbe bloccati dal continuare la costruzione. Dio ha diversi mezzi efficaci per confondere e sconfiggere i progetti degli uomini orgogliosi che a Lui si oppongono, e, in particolare, Egli li divide tra loro" e ancora "La loro lingua venne maledetta. Noi tutti soffriamo di questo fino a oggi: noi soffriamo tutte le pene e le difficoltà che abbiamo nell'apprendere le lingue a causa della ribellione dei nostri antenati a Babele: tutte le dispute infelici, che si estrinsecano in conflitti verbali e l'insorgere di fraintendimenti vicendevoli sappiamo adesso che dipendono da questa confusione di lingue."
Per costruire la torre ci sarebbe stato un momento più propizio...
martedì 27 ottobre 2009
Re-blogging Metilparaben

Credo che tra i compiti di un blogger vi sia anche quello di mettere in evidenza i fatti che gli organi di informazione "tradizionali" tendono a lasciare nel silenzio: vuoi perché li trovano poco interessanti, vuoi perché (come mi pare si sia verificato in questo caso) si tratta di notizie assai poco rassicuranti, e quindi sgradite al regime.
La vicenda, riportata dal Manifesto di oggi a pagina 5 e citata nella rassegna stampa di Radio Radicale (sarà un caso, che rischia di chiudere?), ma ignorata da tutti gli altri giornali(*), è quella di Stefano Cucchi, fermato dai Carabinieri di Roma qualche giorno fa per il possesso di pochi grammi di marijuana e misteriosamente (sic) morto dopo l'interrogatorio, da solo come un cane e senza aver potuto incontrare neanche i suoi genitori, con la faccia tumefatta, qualche vertebra rotta e la mandibola frantumata.
Leggetevi l'articolo (cliccando sull'immagine qua sopra per ingrandirla), inorridite e poi e ditemi una cosa: quanti Stefano Cucchi, Federico Aldrovandi e Aldo Bianzino saranno necessari, prima che ci si decida a fare chiarezza su alcuni comportamenti delle forze dell'ordine?
E soprattutto, quanti ce ne vorranno, se le loro storie continueranno ad essere silenziate in questo modo?
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(*) Durante la mattinata la notizia inizia ad uscire sulle cronache locali di qualche giornale online, e poi -finalmente- sulle prime pagine. La sostanza, però, non cambia: il fatto, oltre ad essere da approfondimento in prima serata per la sua drammatica gravità, è vecchio di una settimana, e finché Il Manifesto e Radio Radicale non si sono presi la briga di raccontarlo, gli altri giornali si sono guardati bene dal ficcarci il naso.
lunedì 26 ottobre 2009
Il furto d'amore
Questa storia di Marrazzo segna un punto di svolta mediatico e culturale: lo sdoganamento definitivo degli amori transessuali. Le arti in realtà se ne erano accorte da un pezzo, basti pensare al film "Le fate ignoranti" di Özpetek, o al campionario di personaggi di Almodovar, o alla Princesa di De Andrè, che regala il cuore a un avvocato di Milano.
L'aspetto che mi è parso più interessante dal punto di vista antropologico è l'affermazione della presenza di un altro concorrente nella guerra dei sessi. Nel processo, ancora in corso, di affermazione del ruolo femminile tra uso sapiente dei favori sessuali e affermazione della piena parità, la donna di oggi ha un nuovo concorrente, più pericoloso e agguerrito della vecchia (si fa per dire) e rassicurante prostituta: il trans.
Questo soggetto, impegnato nella disperata ricerca di conferme della propria agognata e negata femminilità, interpreta in massimo modo quel tipo di femminilità che è fatta solo del dare senza chiedere altro che uno sguardo bramoso di desiderio. Sogna l'abito bianco ma si accontenta di un appartamentino, di un mazzo di fiori e una bottiglia di champagne. Mira al cuore e per arrivarci non si risparmia in nulla, col vantaggio di conoscere meglio, da maschio, l'oggetto delle sue attenzioni. Incarna paradossalmente quello che per molti uomini è l'ideale di donna: accogliente e comprensiva.
Comincia a nascere tra le mogli un sentimento di usurpazione, una sorta di rivendicazione sindacale, di cartello, contro questi che danno via per noccioline quello che secoli e secoli di cultura femminile hanno insegnato a centellinare.
domenica 25 ottobre 2009
Posti fissi, posti variabili
Di recente, commentando a caldo un delizioso post dove galatea manifestava il suo stupito assenso alla difesa del posto fisso in cui si è prodotto Tremonti, mi sono detto d'accordo anche io.
Poi, con più calma, ripensandoci, ho ricostruito la mia posizione in merito e devo dire che devo almeno in parte rettificare quanto detto.
Quello che serve al cittadino per sentirsi parte della comunità, investire nel futuro della famiglia e dei figli, essere a sua volta motore dell'economia, non è il posto fisso, ma il lavoro sicuro, cioè avere la ragionevole aspettativa di trovare un'occupazione in tempi brevi dopo l'interruzione del precedente rapporto di lavoro e di poter contare sul sostegno della comunità durante quel periodo.
Alle imprese ciò comporterebbe un aumento del costo del lavoro dovuto all'esigenza di retribuire meglio i lavoratori non più ricattabili, compensato dalla possibilità di licenziare senza vincoli; cosa evidentemente a tutto vantaggio delle imprese sane e capaci di creare valore aggiunto e a svantaggio di quelle che vivono solo sottopagando i lavoratori.
Si dirà che comunque il lavoro non ci sarà mai per tutti e quindi aumenteranno in modo insostenibile i "mantenuti"; vero, ma con due notazioni:
Poi, con più calma, ripensandoci, ho ricostruito la mia posizione in merito e devo dire che devo almeno in parte rettificare quanto detto.
Quello che serve al cittadino per sentirsi parte della comunità, investire nel futuro della famiglia e dei figli, essere a sua volta motore dell'economia, non è il posto fisso, ma il lavoro sicuro, cioè avere la ragionevole aspettativa di trovare un'occupazione in tempi brevi dopo l'interruzione del precedente rapporto di lavoro e di poter contare sul sostegno della comunità durante quel periodo.
Alle imprese ciò comporterebbe un aumento del costo del lavoro dovuto all'esigenza di retribuire meglio i lavoratori non più ricattabili, compensato dalla possibilità di licenziare senza vincoli; cosa evidentemente a tutto vantaggio delle imprese sane e capaci di creare valore aggiunto e a svantaggio di quelle che vivono solo sottopagando i lavoratori.
Si dirà che comunque il lavoro non ci sarà mai per tutti e quindi aumenteranno in modo insostenibile i "mantenuti"; vero, ma con due notazioni:
- in ogni caso occorre dividere equamente quanto spendiamo per ammortizzatori sociali, sganciando definitivamente il trattamento dal rapporto di lavoro di provenienza; non si capisce perchè un operaio FIAT o ITALSIDER debba essere sostenuto più di un bracciante agricolo;
- la possibilità per le aziende di ristrutturarsi senza vincoli dovrebbe favorire una crescita del sistema economico e non una decrescita.
Quindi, chiedo ammenda a galatea, mi dispiace per Tremonti, ma il posto fisso non è la panacea di tutti i mali.
sabato 24 ottobre 2009
Se proprio lo devo dire...
Anche volendo, non posso fare a meno di esprimermi sul caso Marrazzo. Che il governatore del Lazio, o il Presidente del Consiglio, o il mio verduraio (beh, ripensandoci, il verduraio no) si intrattengano con escort o trans o umanità varie (minori esclusi) non mi interessa per niente.
Potrebbe interessarmi se avessero avuto il mio voto in forza della loro professione di fede, ma non ricorre l'ipotesi.
Mi interesserebbe se i suddetti avessero deciso di ricompensare i loro partner con incarichi di natura pubblica, chessò io, posti di ministro o sottosegretario, candidature alle europee, etc.
Mi interesserebbe anche se, ricattati, avessero usato come mezzo di pagamento beni e servizi di quel genere, per esempio truccando gare d'appalto.
Mi è sicuramente piaciuto Maroni, che si è detto contrario alle dimissioni, ma capisco anche chi dice che un politico ricattato debba dimettersi.
Potrebbe interessarmi se avessero avuto il mio voto in forza della loro professione di fede, ma non ricorre l'ipotesi.
Mi interesserebbe se i suddetti avessero deciso di ricompensare i loro partner con incarichi di natura pubblica, chessò io, posti di ministro o sottosegretario, candidature alle europee, etc.
Mi interesserebbe anche se, ricattati, avessero usato come mezzo di pagamento beni e servizi di quel genere, per esempio truccando gare d'appalto.
Mi è sicuramente piaciuto Maroni, che si è detto contrario alle dimissioni, ma capisco anche chi dice che un politico ricattato debba dimettersi.
lunedì 19 ottobre 2009
Dal paternalismo liberale al proibizionismo
(quello che segue è il commento di risposta ad un commento di marcòz in risposta ad un commento mio in risposta ad un post di marcòz in risposta ad un commento di Ivo Silvestro in risposta ad un commento di marcòz in risposta ad un post di Ivo Silvestro in risposta ad un post di Ethica di rilancio di un articolo di Carlo Lottieri su Il Giornale del 12/101/2009; insomma roba da bloggers, astenersi perditempo e curiosi)
Caro marcòz, cominciamo dall'inizio. Ho premesso che non ci avevo capito molto del tuo commento e del post di Ivo Silvestro, quindi è normale che il commento sia venuto fuori confuso. Facendo ordine, l'affermazione di Ivo Silvestro che hai commentato tu ("Se il proibizionismo si fosse dimostrato efficace diventerebbe allora un buon sistema politico e sociale?") l'ho trovata poco comprensibile, come ho maldestramente cercato di spiegare, e, cosa che ho colpevolmente verificato dopo, non aderente al testo originale dell'articolo di Lottieri.
L'autore non dice assolutamente che il limite del proibizionismo sia la sua inefficacia, e che quindi se la nonna avesse le ruote potremmo benissimo usarla come carriola! - come commenti tu, meritandoti l'appelativo di guastafeste. Dice al contrario che il proibizionismo (ed il suo mandante, il paternalismo) è sbagliato in sè per la sua intrinseca natura illiberale, per il suo essere "irrispettoso della dignità dell'uomo". Ivo Silvestro qui ha preso un abbaglio. Da ciò deriva che la tua osservazione, partecipando involontariamene dell'incongruenza di fondo, mi è risulta di difficile comprensione, a maggior ragione dopo una più attenta rilettura dell'articolo.
Quello in cui Ivo Silvstro invece ha colto nel segno è la sbrigativa equiparazione di paternalismo e proibizionismo che emerge dall'articolo di Lottieri; a ben leggere, il ragionamento in quel punto pare pagare qualche forzatura logica, qualche passaggio mancante; passaggio che io vedrei nel fatto che la presunzione manichea che sta alle spalle del paternalismo liberale, quello che invita senza obbligare, non possa che produrre prima o poi effetti nefasti, come l'affermarsi di politiche proibizioniste.
Lottieri chiude questa parte dicendo "Il paternalismo, insomma, ci condanna a una esistenza da eterni bambini", non molto diversamente da quanto diceva più di un secolo e mezzo fa Alexis De Tocqueville:
"Al di sopra di essi si eleva un potere immenso e tutelare, che solo si incarica di assicurare i loro beni e di vegliare sulla loro sorte. E’ assoluto, particolareggiato, regolare, previdente e mite. Rassomiglierebbe all’autorità paterna se, come essa, avesse lo scopo di preparare gli uomini alla virilità, mentre cerca invece di fissarli irrevocabilmente nell’infanzia, ama che i cittadini si divertano, purché non pensino che a divertirsi."
Con affetto.
domenica 18 ottobre 2009
Molta carne al fuoco (Piatto ricco, mi ci ficco/2)
- omofobifobia: grazie all'UDC e alla Binetti, non si procederà più all'esame del provvedimento che inseriva tra le aggravanti dei reati i fatti commessi «per finalità inerenti all’orientamento o alla discriminazione sessuale della persona offesa dal reato».
Renato Farina ci va giù duro e dice: "quanto al danno sociale, siamo sicuri che sia più grave uccidere un omosessuale single che un padre di famiglia?” Parliamone. - religio o superstizio? L'On. Elena Cementero (PDL) presenta un'interpellanza urgente al Governo su "Iniziative di competenza nei confronti di Trenitalia in merito a disagi riscontrati con riguardo ai treni speciali destinati ai pellegrinaggi verso Lourdes".
Quali sono le competenze del Governo in merito? Il danno afferisce alla sfera pubblica o alla sfera privata? Parliamone. - L’ora di religione? Cattolica, ma anche islamica. L’idea è del viceministro Adolfo Urso [finiano, ndb], che propone l’introduzione nelle scuole pubbliche e private di una nuova materia, facoltativa e alternativa a quella cattolica, per evitare di lasciare i piccoli musulmani «nei ghetti delle madrasse e delle scuole islamiche integraliste» (CdS 17/10/2009). Il Cardinale Poletto esprime viva contrarietà ma fa una timida apertura "non vuol dire che tra cinquanta, cento anni, la situazione non si modifichi radicalmente".
Gianfranco Fini, presidente della Camera ci mette il cappello: "Una proposta di buon senso, per nulla scandalosa".
Bravo a' Gianfra': mo' s'en'accorgeno, che ce stà quarcheccosa che nun va' nei proffe nominati dar vescovo :-)
mercoledì 14 ottobre 2009
Ci son le caccole, il muco, il bianco dalla lingua...
Giappone: una compagnia aerea per tagliare le emissioni di gas in atmosfera ha rivolto l'invito ai passeggeri di alcuni voli scelti di 'alleggerirsì in bagno prima dell'imbarco. La compagnia si chiama ANA.Giappone: aperta una filiale della banca del seme nel settore partenze dei principali aeroporti.
domenica 11 ottobre 2009
Jacques Prévert - « Le contrôleur »
Allons allons
Pressons
Allons allons
Voyons pressons
Il y a trop de voyageurs
Trop de voyageurs
Pressons pressons
Il y en a qui font la queue
Il y en a partout
Beaucoupj
Le long du débarcadère
Ou bien dans les couloirs du ventre de leur mère
Allons allons pressons
Pressons sur la gâchette
Il faut bien que tout le monde vive
Alors tuez-vous un peu
Allons allons
Voyons
Soyons sérieux
Laissez la place
Vous savez bien que vous ne pouvez pas rester là
Trop longtemps
Il faut qu’il y en ait pour tout le monde
Un petit tour on vous l’a dit
Un petit tour du monde
Un petit tour dans le monde
Un petit tour et on s’en va
Allons allons
Pressons pressons
Soyez polis
Ne poussez pas.
«Il controllore»
Andiamo,
vi prego,
andiamo,
devo insistere;
ci sono troppi passeggeri,
troppi passeggeri!
Vi prego,
ci sono altri che aspettano,
sono dappertutto,
tanti,
sull’imbarcadero,
o dentro viscere della madre.
Andiamo, vi prego,
pigiamo sul grilletto,
tutti devono vivere,
allora uccidiamone un po’.
Andiamo,
insisto,
siate seri,
fate posto;
sapete bene che non potete stare
troppo a lungo.
Un po’ a ciascuno.
Un giretto, si era detto,
un giretto del mondo,
un giretto per il mondo,
un giretto e si va.
Andiamo,
vi prego,
siate gentili,
non spingete.
(trad. ugolino stramini - 2008)
sabato 10 ottobre 2009
Roba rimasta nelle bozze

Se avessi captato per caso queste tue riflessioni, se le avessi intuite tra le righe di un discorso o nella profondità di un silenzio, avrei ritenuto doveroso astenermi da qualsiasi commento, temendo che questo avrebbe potuto fare l'effetto del sale sulle ferite, perchè di ferite si tratta; una, due, forse tre. Evidentemente non è questo il caso; sono riflessioni su un blog che è parte della tua immagine pubblica, nel senso che chi ti segue con interesse come me sa chi sei, come sei, che lavoro fai e dove vivi e lavori. Immagino che anche questo ipotetico F***** - se pure il nome fosse di fantasia -non avrebbe difficoltà a riconoscersi.
Già scrissi delle persone alle quali la vita non riserva domande e dubbi, talvolta, ai più fortunati, sino alla fine. L'impressione che traggo io è che il tuo amico non ha idea di chi è, essendosi limitato sinora ad eccellere nell'essere quello che gli altri avrebbero voluto che lui fosse; cosa in cui più o meno ci impegnamo tutti, ma mentre molti sono distolti da questa strada da fallimenti e frustrazioni che dolorosamente li fanno procedere verso una progressiva autoconsapevolezza - con quali esiti qui poco interessa - lui l'ha percorsa come un'autostrada; ora, stanco di caselli e autogrill, si è fermato a riflettere sul senso (che parola nuova gli deve essere sembrata!)
Cosa augurargli? Non saprei: "prendere la pastiglia rossa e dimenticare tutto o prendere quella blu e scoprire quanto è profonda la tana del bianconiglio?" Qualunque scelta deciderà di fare, quell'istante di indecisione potrebbe essere il primo momento (e forse l'ultimo) in cui si sentirà vivo, artefice del suo futuro, responsabile delle sue scelte.
Tu, che la pastiglia blu probabilmente la mandasti giù col latte dello svezzamento, lo studi per capire se è vero o finto. Inconfessabile attesa.
domenica 4 ottobre 2009
Respingi-menti
Migliaia di extracomunitari si introducono annualmente nel nostro Paese attraverso il collo dell'utero delle loro madri. E hanno pure la faccia di lagnarsi!
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