giovedì 24 giugno 2010

Sempre sulla sentenza che ha bocciato il matrimonio omosessuale.

Da semplice appassionato di diritto mi trovo in sostanziale disaccordo con la sentenza e l'ho scritto a più riprese (qui, qui, qui, e qui). Provo ad andare sinteticamente per punti:
1) grave ed inaccettabile inversione nella gerarchia delle norme; si interpreta la Costituzione sulla base di una legge ordinaria, il C.C., precedente alla Costituzione stessa.
2) non si porta a sostegno della decisione una sola riga della Costituzione, che non dice niente del genere, e infatti non riescono a farglielo dire comunque.
3) tutta la sentenza è basata sulla convinzione propria dei giudici che "le unioni omosessuali non possono essere ritenute omogenee al matrimonio" della quale in Costituzione non si trova traccia, e anzi si trovano argomenti opposti.
4) l'interpretazione di giudici non è sostenuta nemmeno dal dibattito in seno alla costituente, dove Moro fece esplicito riferimento a famiglie "comunque costituite" indipendentemente dal vincolo sacramentale.
5) marginalmente, anche sotto il profilo etimologico, nel matrimonio lo scopo, l'unione finalizzata alla crescita della prole (non alla generazione, che è un fatto biologico che non è oggetto di alcuna regolamentazione) prevale sulla forma e sulla genesi di quell'unione.

In ultimo, anche il continuo riferimento alla "coppia" non ha fondamento costituzionale, non c'è scritto da nessuna parte nè che devono essere un maschio e una femmina (la Carta parla di "coniugi") nè che devono essere due.

Capisco che molti concordino sulla conclusione cui giunge la sentenza, ma tanto questi che la Corte hanno solo visto affermato e confermato un loro personale convincimento, in totale violazione della lettera e dello spirito della Costituzione. Un sonno della ragione che non può che generare mostri.

L'ho messo qui.

2 commenti:

wildestwoman ha detto...

tu sei moralia?

Anonimo ha detto...

ah, no ho capito, hai lasciato un commento...sorry :)
WW