lunedì 26 gennaio 2009
mercoledì 21 gennaio 2009
Benedetto XVI su Obama
sabato 10 gennaio 2009
Se non del tutto giusto...
Riporto solo i concetti a mio avviso più significativi, rimandando alla lettura dell'intero post la piena valutazione dei concetti in esso espressi dal Prof. Luigi De Marchi.
"la forza militare è del tutto inutile nella guerra al fanatismo per l’ovvio motivo che il fanatico vede nella morte in battaglia la migliore garanzia della propria immediata ammissione alla felicità eterna nel Paradiso degli Eroi"
"la guerra contro il fanatismo può essere vinta solo bonificando il suo humus psicologico di sessuofobia, misoginia, maschilismo e dogmatismo religioso ed educativo mediante la diffusione (tra le masse dei regimi dogmatici e fanatizzanti) dei messaggi di libertà non solo politica ma anche e soprattutto femminile, giovanile, amorosa, musicale, artistica, religiosa ed educativa"
"Da una parte c’è infatti una coalizione di paesi islamici che avrebbe potuto ospitare e coprire d’oro (con i soldi sperperati nella guerra infinita) i “fratelli palestinesi” tanto amati a parole e che, guidata da dittatori e ayatollà fanatici, ha fatto di quel conflitto territoriale, identico a tanti altri ignorati o conciliati, il focolaio d’una carneficina cronica avviata a trasformarsi nella terza guerra mondiale. Dall’altra c’è un paese sorto sul mito dogmatico d’un ritorno alla “Terra Pronessa”, che di quel mito dogmatico è rimasto ostaggio per 60 anni, condannando tre generazioni di giovani alla guerra perpetua contro un nemico asservito a un dogmatismo anche più spietato."
"...nella contesa tra lo stato d’Israele, unica democrazia del Medio Oriente, e la cintura di stati islamici polizieschi che l’assedia e la minaccia, l’Occidente liberale non può che simpatizzare e solidarizzare con la civilissima società israeliana. Ma, dinanzi al fanatismo sanguinario delle interminabili guerre e guerriglie anti-ebraiche degli estremisti islamici e dei governi sedicenti moderati che li appoggiano, i governi d’Israele e dell’Occidente liberale, ... dovrebbero ... considerare le modalità d’una evacuazione dalla Palestina finalizzato a
1) assicurare finalmente agli ebrei una patria pacifica e costruttiva,
2) togliere alle dirigenze islamiche il principale strumento di aggregazione e polarizzazione psicologica dei loro popoli lasciandole in preda alla loro perpetua conflittualità interna e
3) portare alla vittoria le forze liberali e democratiche sviluppate in quei popoli dalla guerra mediatica"
lunedì 5 gennaio 2009
In queste settimane di offensiva israeliana, hanno ripreso vigore un po' tutte le interminabili discussioni sulla questione israelo-palestinese.
Questo video mi ha colpito perchè propostomi e propostoci da un blogger generalmente lucido e attento, che anche quando esprime ragionamenti per me non condivisibili, li formula sempre in modo sensato e stimolante.
Questa volta invece, sullo slancio di uno di quei suoi ragionamenti, cade nella trappola della propaganda e scaglia la sua pietra contro Hamas, che per altri motivi potrebbe pure meritarla, sulla base di un video montato ad arte, senza alcun valore documentale, che qualunque videoamatore potrebbe confezionare in modo equivalente contro qualsiasi gruppo sociale con un qualsiasi intento diffamatorio preordinato.
Immaginate quanto facile potrebbe essere denunciare l'educazione machista e guerrafondaia che diamo ai nostri pargoli montando una sequenza di immagini di piccoli rambo, di wrestler in miniatura, gormiti scatenati, per non parlare dei videogiochi che lasciamo usare ai nostri bambini, e, lasciatemelo dire che ce l'ho sul gozzo da mesi, le immagini di Alessandro Greco che presenta il programma per bambini "Il gran concerto" brandendo e puntando sul giovane pubblico un moschetto molto verosimile.
O un video sui costumi sessuali occidentali dove la donna è ridotta ad adoratrice del fallo (non sono parole mie) e oggetto di sevizie e violenze spacciate come piacere.
Non ho visto in questo video niente che distingua questa guerra schifosa da tutte le attuali e le precedenti.
Ho visto invece vistose imprecisioni, a cominciare dalla truppa osannante Arafat, odiato da Hamas, quindi non ad essa riferibile, o le foto di anonimi giovani miliziani scuri di pelle, forse anche troppo scuri per essere palestinesi, che per quanto ne so io potrebbero essere impegnati in molti altri conflitti.
Dello spettacolino danzante in mimetica non potrei dire di peggio di quello di Greco sulla Rai, quindi...
Unica immagine veramente significativa è quella della prima donna kamikaze palestinese, che si fa immortalare con uno dei suoi due figli in braccio, prima della missione suicida. Se vogliamo liquidare in fretta la questione diciamo che era una invasata fantica psicotica; e se non fosse solo questo?
Continuiamo pure, io lo farò, ad interrogarci su un dramma come questo, ma cerchiamo di lasciar fuori chi senza alcun intento di cercare di comprendere, vuole solo rappresentare e diffondere le proprie paure e le proprie insicurezze per trincerarsi ulteriormente nel suo rifugio fideistico.
Aggiornamento: ecco un primo esempio di propaganda destinata ai bambini.
venerdì 2 gennaio 2009
Man at work
Con l'occasione rinnovo a tutti i miei migliori auguri di buon 2009.