giovedì 14 maggio 2009

Dai diamanti non nasce niente...

Arci mi invita ad una dichiarazione di voto schietta come la sua. E non mi sottraggo.

Sono un liberale. Laico. Anticlericale. Europeista e federalista. Credo nell'autodeterminazione, dell'individuo come dei popoli. Non credo nella sacralità della vita.

Alle ultime politiche ho votato PD, per fede, come dissi. Alle precedenti votai Rosa nel Pugno, di slancio. Alle europee penso che, come arci, voterò radicale. Alle prossime politiche non so ancora, ma non credo di essere l'unico nel CSX.

A dire il vero, nulla nella mia dichiarazione implica che io debba stare a sinistra, anzi, sarebbe vero il contrario. Ragionando per categorie, un liberale non può che essere laico e rifiutare nazionalismi e ideologie, ai quali e alle quali il socialismo è geneticamente più affine, per la sua vocazione totalizzante che tende a reprimere l'individualità; così come, allo stato delle cose, il socialismo vede affinità nell'antagonismo con le religioni, dove il pensiero liberale vede solo un insindacabile esercizio della libertà personale che non deve invadere la sfera pubblica.

Ma nell'Italia di oggi, la parte che avrebbe titolo per rivendicare l'eredità liberale va a braccetto con le gerarchie vaticane per ingraziarsi le quali getta alle ortiche i fondamenti del pensiero liberale, facendo strazio delle libertà individuali e della laicità dello stato, nella fecondazione assistita, nelle coppie di fatto, nei diritti degli omosessuali, nel testamento biologico, nella pillola abortiva, nel divorzio breve, nell'insegnamento della religione.
Come possa un liberale autentico stare oggi nel PdL rimane un mistero.

Se una parte piange, l'altra non ride di certo. L'eredità comunista del filo-sovietismo pesa ancora come un macigno su tutto il CSX. Non occorre leggere il libro nero del comunismo per sapere che non è solo AN a dover rinnegare una parte del suo passato. Dice bene arci, il PCI era allineato, finanziato e talvolta complice del PCUS - una su tutte la repressione ungherese del 1956 - e poi mandante e traditore della lotta armata degli anni di piombo.
Se è vero che era un gioco delle parti dove De Gasperi e Togliatti, ed i loro epigoni, come novelli De Pretis, tenevano l'Italietta del dopoguerra sul filo tra due opposti baratri, è anche vero che non si sono privati nel mentre di prendersi la loro fetta di torta - per amor patrio, s'intenda!

Allora? Ha detto bene Pannella: "Tra i buoni a nulla di Prodi e i capaci di tutto di Berlusconi, meglio i buoni a nulla".
Alla fine credo possa essere questa la chiave della mia scelta. Le storie delle due parti, prese dalla dovuta distanza, mostrano una sostanziale divergenza su un punto, che per me rimane essenziale. La destra, anche quando inabissata nel cattolicesimo democratico, non ha mai smesso di aspettare l'uomo forte, quello al quale in caso di bisogno consegnare le redini della Nazione e le cesoie per sfrondare la selva di diritti e di controlli di questa maldigerita democrazia rappresentativa. La sua innata tendenza a coltivare la paura per governare con mani libere, della quale proprio in questi giorni vediamo l'esempio.
L'Italia mono-etnica di queste ore non richiama i discorsi dulla purezza della razza? Sarà questo il prossimo ministero?

La sinistra, anche quando allineata al peggiore PCUS, in casa nostra ha sempre percorso la via della mediazione, sostenendo più o meno occultamente il centro moderato, sino a mettersi contro le sue stesse frange estremiste. Per fede o per convenienza ha sempre ospitato e coltivato i valori democratici, del rispetto per le diversità, della tolleranza (una via di mezzo tra il pensiero liberale e la pietas cristiana).

Venendo ai giorni nostri, credo sia chiaro il motivo della mia adesione di slancio alla Rosa nel Pugno, poi così tristemente fallito. Meno chiaro, ma con motivazioni simili, la fiducia data al PD di Veltroni alle scorse politiche. Credevo, ora molto meno, che l'anima laica e liberale della sinistra potesse saldarsi con le più moderne energie del cattolicesimo sociale per da vita ad una grande forza politica almeno socialdemocratica se non liberaldemocratica.
Rutelli, Binetti & C. mi hanno dimostrato che non è così ed il risultato è sotto gli occhi di tutti: il PD allo sbando e Berlusconi alle stelle.

Le situazioni cambiano, ma le mie convinzioni molto meno. Non posso dire per chi voterò alle politiche, ma so che la mia preferenza cadrà su chi meglio cercherà di interpretare il mio ideale.

14 commenti:

gians ha detto...

Caro Ugolino, ricordo come fosse oggi, la discussione sulle dichiarazioni di Fini (correva l'anno 1998) su insegnanti o docenti inadatti al loro ruolo qualora dichiarassero apertamente la loro omosessualità. Solo da poco tempo mi rendo conto, che in quella dichiarazione si nascondeva il massimo possibile dell'ipocrisia: Come dire, "se non si dichiara nulla, che insegni pure", Faccio questa premessa per chiarire quanto tu avrai capito da tempo, e cioè la mia disillusione nei confronti del cdx che sai bene ho votato per anni e la mia totale e attuale insofferenza, nel guardarmi attorno e scegliere quale partito possa rappresentare le mie attuali aspettative. In quest'ottica, ho tuttavia apprezzato le aperture di Fini verso diversi temi a me cari, quali la necessità di uno stato laico, e le varie leggi sui diritti civili ancora chiuse in un cassetto per paura del clero. Quindi io aspetto, alle europee il mio voto non è davvero sentito e partecipato, ma alle politiche immagino che le attuali frecciate del presidente della camera all'attuale governo possano sconvolgere i piani e proporci una nuova e vera alternativa.

Tess ha detto...

Sì, ma attenzione perché Fini sta ragionando in un'ottica sganciata da qualsivoglia partito politico. Visto dal punto di vista istituzionale, certo, il suo discorso non fa una piega.
Detto questo, ho letto tutto d'un fiato quella che comunque è una dichiarazione politica anche se non di voto.
Molto bella e complicata di questi tempi ( e te lo scrive una riformista )

Ugolino Stramini ha detto...

GIANS, che sensazione ricordare quelle discussioni, quanta acqua sotto i ponti!
Io in questi dieci anni mi sono fatto ancora più convinto del fatto che Fini sbagliasse, e credo che ormai se ne sia accorto anche lui.
Oggi nutro grande speranza sul prossimo pronunciamento della Corte Costituzionale sul diritto di sposarsi anche per due (o più, aggiungo io) persone dello stesso sesso.
Fini mi ricorda un personaggio de "Il castello del cappellaio" che ho letto di recente.
In assenza del padre sembrava un leone, al suo cospetto un cane bastonato".
Apprezzerò fini quanto condivido le sue parole se avrà il coraggio di dare una coltellata politica a Berlusconi affrontandolo de visu, senza aspettare che se ne vada esule e zoppo ad Hammamet.
Quanto a te, amico mio, mi è più gradito certo vederti oggi nel dubbio che prima nelle certezze.
Alla faccia di quelli che credono che tenere un blog sia solo tempo sottratto allo shopping :-)

Ugolino Stramini ha detto...

TESS, su Fini vedi ciò che ho detto sopra a gians.
La mia non può essere una dichiarazione perché io non mi sento davvero di fare una previsione su cosa troveremo "sul lato sinistro della scheda" alle prossime politiche. Non so tu?
So però su cosa baserò la mia scelta.

gians ha detto...

Caro Ugolino, non nego che la mia paura più fondata è che Fini stia pericolosamente ripercorrendo le orme del suo predecessore, e sappiamo bene come è andata...

la bislacca ha detto...

Sono arrivata alle tue stesse conclusioni partendo da destra, però.
Come te, voterò Cappato.Se non altro perchè i radicali sono autenticamente liberali, laici, e si sono sempre battuti per i diritti civili di tutti.
Ho aspettato invano le mosse di Taradash.

la bislacca ha detto...

Quanto a Fini...ne ho apprezzato l'evoluzione, ma che contini ad essere il servo di B. Non mi scende. Certo, adesso ha un ruolo istituzionale, ma non è imbecille.

Tess ha detto...

Io faccio parte di un partito che mi fa molto arrabbiare di questi tempi, ma non dispero di averlo come dico io

Arci ha detto...

caro Ugolino,
penso che la descrizione che fai di te stesso: "Sono un liberale. Laico. Anticlericale. Europeista e federalista. Credo nell'autodeterminazione, dell'individuo come dei popoli. Non credo nella sacralità della vita." posso sottoscriverla e farla mia togliendo solo FEDERALISTA.

Tuttavia, essendo simili, nel contingente facciamo scelte diverse. Ma non significa niente. Domani potremmo farle uguali.
Questo è essere (non fare il) liberale.

Tu e GIANS parlate di Fini, ne ho scritto e aspetto una tua opinione.
Un caro saluto e ... a Genova!

Ugolino Stramini ha detto...

GIANS, intendi la fine di Bertinotti? Cancellato dalla scena politica?
Però Fini ha fatto una scelta più conservativa, di lungo periodo, come dice arci nel suo post. Vuole cambiare il sistema da dentro, qualunque cosa questo voglia dire :-)

Ugolino Stramini ha detto...

BISLACCA, su Taradash ti invito a rileggere "L'amico ritrovato" (io ne ho una copia deluxe in serbo per arci)

Ugolino Stramini ha detto...

TESS, se è il PD siamo in due (moltissimi di più in realtà)

Ugolino Stramini ha detto...

ARCI, io lego strettamente il federalismo al diritto all'autodeterminazione dei popoli (in questo senso simpatizzo per la Lega)
Adesso vengo da te.

gians ha detto...

Non capisco cosa voglia dire, ma sa di stomaco. ;)