lunedì 17 marzo 2008

Vecchi muri, nuove idee.

Una giovane donna argentina scopre che i suoi genitori adottivi la rubarono ai genitori biologici, incarcerati dal regime, e li denuncia. Come genitori non sono stati un granché, e questo ha pesato molto; ma in teoria tutti questi bambini, anche quelli cresciuti con amore, potrebbero trovarsi nella condizione di dover decidere se denunciare il rapimento o ratificarlo, divenendone, almeno moralmente, complici. Quando la storia si incarna nel vissuto personale sino a straziarlo.

15 commenti:

cuncetta ha detto...

Sì, straziante.
Non c'è che dire.

egine ha detto...

non spetta a questi figli rubati
l'onere di condannare i ladri,
perchè possiamo immaginarci una
crescita felice nutrita di amore
ed attenzioni, ma c'è una giustizia
fatta da leggi che dovrebbe colpire
tutta la catena, dal comando più
alto sino all'ultimo dei torturatori
e ladro di bambini, e per ultimo anche i finti genitori complici di
questo orrore.

gians ha detto...

che dire, denunciare chi ti ha allevato a botte sicuramente è piu' semplice.

fioredicampo ha detto...

Se sono stati cresciuti con amore ... speriamo che non debbano scoprirlo mai!
Un abbraccio.

Anonimo ha detto...

mmm... molto complicato se ti ritrovi nell'ultima ipotesi posta da fioredicampo, comunque io credo che preferirei saperlo.

locandasulfaro

gians ha detto...

ot-hai inserito nuovamente i link? allora quel qfr trasformalo come minimo in 100&500. :))

barbara ha detto...

Ma la storia (anzi, la Storia) si incarna SEMPRE nel vissuto personale: la storia scorre tra le persone, mica tra molecole di cloruro di sodio. Nel caso specifico, comunque, stiamo parlando di assassini, stiamo parlando di torturatori, stiamo parlando di gente che infilava nelle carni ferri arroventati, stiamo parlando di gente che applicava elettrodi ai genitali e poi stava tranquillamente a vedere l'effetto che fa, stiamo parlando di gente che portava i prigionieri in elicottero e poi li buttava giù. Tenerezza? Amore? Cerchiamo di non essere ridicoli, per favore.
(piesse: ah, ecco)

barbara ha detto...

(mi è scappato via senza lasciarmi mettere l'url)

arci ha detto...

La vicenda di questa ragazza ha le dimensioni della tragedia greca. Forse ci sono anche altri casi. Forse qualcuno di questi ragazzi avrà fatto anche giustizia privata ... cosa che riterrei giustificabile.

barbara ha detto...

Ci sono centinaia di casi. Le "nonne di Plaza de Mayo" sono da decenni alla ricerca dei nipoti rubati - molte centinaia, appunto - e ne hanno trovate diverse decine. E stanno continuando a lottare per ottenere giustizia, per ottenere che, dopo che sono stati loro strappati e seviziati a morte i figli, vengano loro restituiti almeno i nipoti.

barbara ha detto...

Qui: http://ilblogdibarbara.ilcannocchiale.it/post/1828228.html
ho messo un po' di documentazione.

NicPic ha detto...

posso dire una cosa OT? Ma sei sadico a scrivere in blu su fondo blu????

Ugolino Stramini ha detto...

socia, però, un gesto altamente simbolico.

egine, quei figli, sarebbero comunque straziati.

gians, "bacia la mano, che ruppe il tuo naso, perché gli chiedevi un boccone"
p.s.o.t. qui i link li decido io ;-)

fiore e lock, alla fine questi figli finiscono per essere doppiamente vittime

barbara, per i finti genitori nessuna pietà, certo, ma come agire per non fare ulteriore violenza ai bambini?
(piesse: visto?!)

arci, come spesso accade, abbiamo angolazioni in comune: una cosa è il diritto, altra è il personale senso del giusto. Come biasimarli?

nicpic, blu scuro su azzurro chiaro, leggibilissimo :-)

barbara ha detto...

Leggibile e riposante (ma hai davvero il ciuffo malandrino sul ghigno satanico?)

Davide ha detto...

manaccia, mi son giocato il commento appena scritto.,.
pensavo che le sfere si intersecano, da una parte la sfera affettiva, con eventuali legami sani e positivi da tutelare onde evitare di gravare ulteriormente sui bimbi, dall'altra parte una sfera fatta diciamo di norme giuridiche, da rispettare e applicare (quoto egine). le sfere tuttavia sono diverse e spesso regolate da diversi criteri, in tali casi (analoghi alle bellicose cause di affidamento dei figli) la giurisprudenza deve tentare di interpretare un certo bilanciamento..