lunedì 27 settembre 2010

Anche.

Tu sei mia madre,
tu sei mio padre.

Sei mia sorella,
e mio fratello,

anche. Figlio mio.

6 commenti:

Gians ha detto...

Hai scelto il titolo giusto, alcuni avrebbero usato il vocabolo "pure", stravolgendo le tue parole.

wildestwoman ha detto...

non riesco a pensare ai miei figli in questo modo, no...
spiegami, dai
l'unica cosa che riassume il mio sentire è: siete figli del mondo, il mio compito è accompagnarvi verso di lui (con tutto quello che il verbo racchiude, in significati)
mai stati "miei"

Efesto ha detto...

Mi dispiace non poter capire fino in fondo i tuoi versi, perchè la vita non mi ha dato figli.
Posso solo immaginare, ma non è abbastanza.

Marcoz ha detto...

E, intanto, il gene egoista se la ride.

egine ha detto...

C'è ANCHE chi arranca come me per capire,
ho avuto delle turbe affettive sicuramente dipende
da quello.

PS.pratico molto la petanque trovo che mi giovi molto!

Ugolino Stramini ha detto...

GIANS, "anche" è più weltroniano, e torna di moda :-(

WW, non pensavo ai miei figli quando ho buttato giù queste quattro parole, anche perchè ho una sola bambina, non avrei detto "figlio". Per il resto concordo con te; al limite sono io a sentirmi suo (padre).

EFESTO, completando quello che ho detto a WW, mi riferivo ad un sentimento più ampio, più universale, che in quanto essere umano riguarda te, anche :-)

MARCOZ, puniamolo con onanismo sfrenato.

EGINE, ma hai avuto anche una bella decapottabile, accontentati :-)
p.s. che palle la petanque.