martedì 28 aprile 2009
domenica 26 aprile 2009
Dedicato
Seduto a guardare / mentre il sole va giù / aspettando qualcosa / che non sai neanche tu / i brividi, i brividi / che senti salire / sono quelli che ancora / non riesci a capire / e rimani così / incantato a seguire / dei riflessi che il sole / non lascia morire / ed ascolti le immagini / dentro di te / mentre suoni la musica / nasce da sé / e sarà un'altra volta per lei / una nuova canzone per lei / lei che dorme e non sa che ci sei / e che forse non la sentirà mai.
venerdì 24 aprile 2009
mercoledì 22 aprile 2009
martedì 21 aprile 2009
mercoledì 8 aprile 2009
Della violenza, della morte e del bello
Se vivessimo in eterno smetteremmo di pensare al sesso, ma insieme a guerre e violenze perderemmo anche il gusto del bello. Ci conviene?
Preambolo impressionista.
Sono in tram, non c’è calca, il mio sguardo si sofferma su una giovane ragazza, circa sedici anni; capelli castani lunghi e mossi, sciolti; giubbetto in pelle testa di moro, jeans grigi, scarpe basse; guance lisce, occhi grandi e profondi. Scende dal tram. Bella.
Il puzzle.
Mi giro e mi rigiro alcuni frammenti di pensiero che tengo in tasca da sempre, e che saltuariamente cerco di ricomporre, con i nuovi frammenti che trovo per strada.
L’istinto riproduttivo, le violenze sessuali, l’uomo nuovo, il bello.
Una nuova sintesi.
Quando il progresso medico-scientifico avrà marginalizzato la morte, la continuità della specie non sarà più affidata all’istinto di riproduzione. In una società in cui non si muore quasi più, le nascite tenderanno a ridursi drasticamente ed a soddisfare altre esigenze.
In questa situazione, private della loro valenza positiva, le pulsioni sessuali, gli istinti in generale, esalteranno le loro capacità distruttive, quindi auto-distruttive, finendo per rappresentare un fattore di selezione naturale al contrario. In un mondo in cui il tempo non uccide, gli istinti rappresentano un alto fattore di rischio. La pulsione sessuale sarà in modo recessivo espulsa dalla natura umana.
Come ha detto Rita Levi Montalcini, sarà la zona neo-corticale, dove ha sede la ragione, e non il rettilario sede degli istinti che tanti danni hanno fatto, a guidare i comportamenti umani.
Una delle possibili vie per quel mutamento antropologico che solo può consentire il superamento dei fenomeni violenti passa per il potenziamento tecnologico dell’uomo professato dai transumanisti.
Un passo indietro.
Cos’è il bello. Azzardo. Il bello è l’aura che l’evoluzione ha messo intorno al bene, inteso come ciò che è più utile alla continuità della specie attraverso il suo costante miglioramento. Per la semplice sopravvivenza sarebbe bastato il piacere; il piacere di bere acqua fresca, il piacere di un frutto succoso, il piacere di un’unione carnale.
Il bello è quel qualcosa in più che contraddistingue l’acqua più pura, il frutto più buono, il corpo più fertile.
Il bello ha avuto una sua evoluzione parallelamente alle culture che lo hanno percepito e rappresentato e non in tutte le sue espressioni è facile riconoscere il suo iniziale movente.
Il motivo però per cui il mio sguardo si ferma su una giovanetta graziosa non è diverso da quello per cui rimango estasiato di fronte ad un Canova, ad un Botticelli.
Conclusione meditabonda.
Con la perdita dell’istinto di riproduzione e delle pulsioni sessuali, che fine farà il senso del bello che era nato per orientarli?
Ciò che sarà tra mille anni del genere umano si volterà ancora al passaggio di un corpo grazioso? Sarà ancora capace di estasiarsi di fronte ad un’opera d’arte o ad un vulcano in eruzione?
La ragione sarà in grado di produrre emozioni? Si può vivere senza? Ne vale la pena?
Inizio un ragionamento pensando di intravedere una possibile ipotesi di progresso e mi ritrovo con scenari forse peggiori di quelli da cui sono partito.
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