sabato 4 ottobre 2008

...se il pastore lo chiama gregge...


QUÉBEC - Una legge bandisce dalle scuole l’insegnamento confessionale e costringe anche quelle private a impartire, accanto alla propria dottrina, la nuova dottrina di Stato agli alunni. Il programma: brevi nozioni sulle principali confessioni, liceità morale dell’ aborto, figure esemplari del ’900.
Dice monsignor Luigi Ventura, bresciano, nunzio apostolico in Canada "si va a costruire una religione laica. Lo Stato si erge a ente di educazione morale, a maestro di una dottrina il cui dogma è: nessuno ha il monopolio della verità" [da pag. 3 dell'Avvenire del 2 ottobre 2008]

11 commenti:

gians ha detto...

che fà il nunzio, si da la zappa ai piedi?

Arci ha detto...

questo nunzio, annunzia una cosa sacrosanta con tono di scandalo. Il lettore di Avvenire è convinto che Benny16 abbia ilmonopolio della verità?
Quanti sono i lettori di avvenire?
;)

Ugolino Stramini ha detto...

|--->GIANS, peggio: se lo amputa proprio il piede! da cui il suo soprannome di Nunzio Scevola :-)))

|--->ARCI, Benny stesso ne è convinto, almeno quando parla ex-cathedra, e afferma la verginità di Maria non solo prima, ma anche dopo il parto.
Quanto ai lettori dell'Avvenire, uno lo conosci e stai leggendo il suo blog.

IL LAICISTA ha detto...

Ogni tanto una buona notizia.

Mi viene solo qualche dubbio circa l'obbligo che avrebbero le scuole private di insegnare la dottrina di Stato, non basterebbe far studiare e comprendere agli alunni, la loro Costituzione?

barbara ha detto...

Liceità MORALE dell'aborto? Come materia di studio? Mi è consentito dire che mi si stanno rizzando i capelli in testa? Per qualcuno laicità significa che mi è vietato avere una morale? Significa che lo stato ha il diritto di fabbricare una sua religione e di imporla ai SUDDITI? Significa che se non condivido la moralità dell'aborto prendo un'insufficienza in pagella e poi mi bocciano? Lasciatemi dire che sono semplicemente inorridita.

IL LAICISTA ha detto...

@barbara
appunto...

barbara ha detto...

Vorrei poi sapere: tra il Vaticano che con la sua religione di stato si arroga il diritto di stabilire quali metodi contraccettivi mi è lecito usare, l'Arabia Saudita che con la sua religione di stato si arroga il diritto di stabilire con chi ho il diritto di andare a letto, e il Canada che con la sua religione di stato si arroga il diritto di stabilire quale debba essere la mia morale, qualcuno trova qualche differenza? Io, se proprio guardo molto attentamente, potrei anche trovarla, ed è decisamente a favore del Vaticano e dell'Arabia Saudita.

egine ha detto...

ich bin a canadian

Ugolino Stramini ha detto...

|--->BARBARA, che piacere innanzitutto averti quì.
Nel merito però non trovo molto condivisibile il tuo ragionamento.
A parte la mia personale opinione sulla liceità morale dell'aborto, sulla quale potremmo non essere poi così distanti, non vedo che differenza ci sia tra essere bocciati perchè non la si condivide (cosa che deve ancora accadere) ed essere bocciati (oggi succede) o messi al rogo (ieri succedeva) se la si condivide.
Dal tuo discorso contraddittorio sembrerebbe che allo stato non sia consentito di fare gli stessi errori delle istituzioni religiose, anzi se lo fa lo stato è sbagliato, se lo fa la Chiesa non lo è.
L'etica di stato, e qui concordo con ILLAICISTA e in fondo anche con te, viaggia sul filo del rasoio, e sarebbe bene si limitasse ad una buona educazione civica; ma anche l'educazione religiosa dovrebbe limitarsi ad una storia del pensiero religioso pluralista; l'indottrinamento va fatto fuori dalla scuola, e lì ha diritto alla massima tutela costituzionale, appunto.

raser ha detto...

"nessuno ha il monopolio della verità"..."nessuno ha il monopolio della verità"..."nessuno ha il monopolio della verità"...

più ci penso e più fatico a non essere d'accordo... proprio non capisco dove stia l'errore

Ugolino Stramini ha detto...

|--->RASER, se l'avesse scritto il Manifesto o l'Unità si sarebbe potuto pensare ad un fraintendimento voluto; ma qui si tratta dell'Avvenire, quindi si può pensare ad una autentica affermazione del prelato condivisa dalla CEI.
In effetti loro sono anche disposti ed usi da secoli a contendersi il monopolio della verità con le alre religioni monotesiste e persino con le ideologie totalitarie, ma che questo monopolio non esista non possono davvero essere disponibili a concepirlo; verrebbe meno la loro stessa ragione di esistere.