venerdì 24 agosto 2007

Agosto, blogroll mio non ti conosco

Prologo pleonastico (da saltare in tronco per i non appassionati di blogoromanzi)
Ferie a casa, quest'anno. Per fortuna abito vicino al mare e quello non me lo sono fatto davvero mancare. Comunque un ferragosto on-the-blog, lasciato solo, per scelta o per fatalità, da tutti o quasi i miei consueti compagni di merende. Allora capita di esplorare e essere esplorati da blogger sconosciuti o tuttalpiù incrociati occasionalmente. Una per tutti, nel mio caso, Barbara. Sino a queste "ferie" i nostri contatti erano stati sporadici, spesso da ciro, e non molto cordiali. Ella, infatti, si permise di farmi le pulci sulla corretta grafia del molleggiante "Prisencolinensinaciuso" che solo lei ricordava esattamente. Io, permaloso per natura, l'accusai immediatamente di sadismo, non sapendo che per lei era un complimento. Durante questo agosto, un particolare quadro astrale ci ha fatti rincontrare (leggi: blogosfera semi deserta) e l'incontro scontro è stato tutt'altro che banale, e, nonostante non sia finito nel migliore dei modi, mi ha consentito di capire qualcosa in più di me, di lei e della questione mediorientale, vero argomento del post che leggete (ahi voi!).

Indovinello di Fanta-geo-politica
Testo: Ipotizziamo che un crescente numero di turisti genovesi cominciassero a stabilirsi alle Bahamas, e rivendicando l'eredità di Colombo, cercassero di costituirvi una colonia, introducendo l'uso della lingua, delle usanze e delle leggi italiane. Ipotizziamo ancora che l'ONU, per porre fine al clima di guerra civile scaturito dall'esacerbarsi dei contrasti tra questi e le altre popolazioni residenti, esaminasse un'ipotesi di risoluzione che prevedesse la divisione in due parti dell'isola di Andros e la creazione di uno stato genovese indipendente, con l'evacuazione forzata di parte rilevante della popolazione indigena. Ipotizziamo che si dichiarassero contrari a tale risoluzione Cuba, Messico, Belize, Costa Rica, Guatemala, Honduras, Nicaragua, Colombia, Venezuela e Brasile e si astenessero molti tra cui Cina e India.

Domanda: gli altri stati, favorevoli, dovrebbero:
  1. tener conto della pressoché totale contrarietà degli stati appartenenti al comparto e riconsiderare il tutto alla ricerca di una soluzione con maggiore possibilità di stabilizzazione dell'area:
  2. far valere le loro prerogative di maggioranza e procedere con l'istituzione dello stato genovese.
Soluzione: se avete risposto 1. siete filopalestinesi, se avete risposto 2. siete filoisraeliani.


Commento: questo è lo scenario che emerge dalla lettura della risoluzione ONU 181 del 1947 che istituì lo stato di Israele in territorio palestinese. Contro quella risoluzione votarono Iran, Iraq, Libano, Siria, Egitto, Arabia Saudita, Afganistan, Pakistan, Yemen, Turchia, India, Grecia e Cuba; si astennero tra gli altri Gran Bretagna e Cina.

Epilogo personale (pleonastico come sopra)
Devo sinceramente ringraziare Barbara, anche se credo non ne andrà fiera, perché è solo grazie alle sue sferzate che ho avuto occasione di prendere visione di un documento tanto importante e, per me, rivelatore.
Quella del Medio Oriente è una storia tragica e tempestata di errori e orrori da tutte le parti, ma, devo dire, dopo questa acquisizione, comincio a vederla più chiaramente nei suoi risvolti neo-colonialistici; e come, chi mi conosce lo sa, cerco sempre di fare, cerco di distinguere tra le ragioni giuste di una lotta e gli strumenti sbagliati che si adoperano per perseguirla. Mentre non può che restare totale la mia condanna per l'antisemitismo, l'avversione del mondo arabo per lo stato di Israele e la volontà di eliminarlo vanno, nella prospettiva storica, valutati diversamente; e anche qui, chi mi conosce, sa che non credo molto alla distinzione tra lotte di liberazione buone e attività sovversive cattive, distinte sempre a posteriori a seconda di chi ha vinto.
A questo punto aspetto il prossimo ferragosto, non si sa mai che mi capiti di approfondire i segreti di Fatima.

Morale della favola...col senno di poi
Quando scrivo questi post il primo obiettivo è capirci qualcosa in più io e/o capirmi meglio io stesso; diciamo un "autoanalisi partecipata". E infatti devo ringraziare tutti, barbara in primis, per l'aiuto che mi hanno dato a capire; capire che lì ci son due popoli che combattono entrambi una guerra giusta (ossimoro voluto) con armi sbagliate (come se ne esistessero di giuste); capire che tutto ciò era prevedibile e previsto, se non addirittura programmato, sin da quella perniciosa risoluzione.
E in fondo non poter dimenticare che questo gioco è stato fatto lì e non da un'altra parte, perché c'erano solo quattro beduini che puzzavano di petrolio. Appunto.

sabato 18 agosto 2007

L'eterno dilemma

La faccia o il culo. Hai involontariamente rigato la Mercedes nuova del tuo futuro suocero, ma ti ha visto solo il nipotino di quattro anni, che ti conosce bene e farà sicuramente la spia. Ti fai avanti e ti assumi la colpa rinunciando alla agognata crociera sul Nilo o neghi tutto facendo anche un bonario rimprovero al bambino?

La faccia o il culo. Venezia paralizzata dal Gay Pride. Tu e i tuoi amici leghisti in plotone lanciate insulti e ortaggi ai battelli allegorici. Di colpo ti ricordi che eri uscito per fare la raccomandata della tua vita che scade oggi. L'ufficio postale chiude tra dieci minuti e l'unico modo per raggiungerlo in tempo è saltare sotto gli occhi di tutti in perfetta tenuta leghista sul barcone di Village People danzanti in perizoma che sfila in quel momento. Perdi l'occasione della vita o ti sputtani con tutta la padania? E ancora. Fai la traversata in ponte o in coperta?

La faccia o il culo. La sveglia ti tradisce per la terza volta in una settimana e ti sei già beccato un rimprovero dal capoufficio. Hai i minuti contati. Fai la barba o il bidet?

venerdì 10 agosto 2007

Ho finito di leggere "Inchiesta su Gesù"

Alcuni libri si prova soddisfazione a leggerli, altri a finirli. Questo appartiene alla seconda categoria. Pesante, poco scorrevole, ma soprattutto deludente sul piano dei contenuti. O forse ero io ad aspettarmi troppo.
Comunque, due o tre cose degne di nota ci sono:
  1. Il Prof. Pesce sostiene e dimostra in modo abbastanza convincente che Gesù era un ebreo ortodosso, benché innovatore, giammai intenzionato a dare luogo ad una nuova religione, meno che mai antisemita. La mia impressione è che la spinta innovatrice fosse predominante rispetto all'ortodossia; sulla lapidazione, sul sabato, sul digiuno, sull'impurità dei cibi ha smentito più che innovato le scritture.
  2. Gesù non sapeva esattamente chi era, lo scopriva egli stesso con grande travaglio interiore attraverso i fatti narrati nei vangeli. Un mistero soprattutto per sé stesso.
  3. Gesù credeva che il regno dei cieli fosse imminente, e predicava l'abbandono di tutte le cose materiali e di seguirlo per prepararsi al suo avvento.
  4. Tutto il nuovo testamento è scritto molti decenni dopo i fatti, in minima parte da testimoni oculari, quasi sempre da pagani di cultura ellenistica convertiti, e soprattutto dopo la distruzione del tempio di Gerusalemme da parte dei romani nel 70 (come se leggendo "La rabbia e l'orgoglio " di O. Fallaci non tenessimo conto che è scritto dopo le torri gemelle).
Non mi sento di consigliarne la lettura; alla fine credo che non ne valga la pena.