Belle mamme: sono le mogli, le sorelle, le colleghe; sono quelle che fanno la fila alla cassa vicino a te. Non sono vestite all'ultima moda, sono vestite. Non sono appena uscite dalla parrucchiera, si sono pettinate in fretta prima di uscire; per andare al lavoro, per andare a portare i figli a scuola/basket/piscina/danza/etc. e di passaggio comprare latte, pane e l'ammorbidente che è finito! Sono quelle dell'ombrellone vicino al tuo, rigorosamente in due pezzi perché l'intero fa troppo "doppio brodo" e poi non asciuga mai! Lo slip casto, perché la depilazione è sempre da finire e gli addominali non sono più quelli di una volta; il reggiseno per quello che serve, per sostenere più che per coprire ciò che loro sanno bene, in fondo, a cosa serve.Ti guardano ma non ti vedono, e se ti vedono non ti pensano, e se ti pensano... "guarda che ora si è fatta, e devo ancora..." ti hanno già dimenticato.
Lavorano, producono, interagiscono, ti ascoltano, ma non farti ingannare: non stanno pensando a te, non stanno pensando a ciò che stai loro dicendo; stanno pensando ai figli, alla casa, e a quel mobiletto che sarebbe tanto utile nel disimpegno. Belle. Da viverci.
Belle figlie: sono il trionfo della natura, sono bambine dentro un corpo di donna, cresciuto loro addosso come per incanto, forse in una sola notte, e comunque - io me la ricordo, l'estate scorsa al mare, una bambina, e oggi!? Tutto in loro, dentro e fuori è alla massima potenza, un'esplosione di ormoni ed emozioni impossibile da gestire, prima di tutto per loro, che non sanno chi sono e cosa vogliono, ma non ne sono consapevoli, e cosa significano le trasformazioni che stanno subendo; e per chi ha loro a cuore, che ci è già passato, ma ha dimenticato quasi tutto. Poi inizia la maturazione interiore, che le porterà a diventare donne oltre che sembrarlo; quanto ci vuole? non è detto, dipende da persona a persona; quello che è sicuro e che spesso quando ciò avviene, l'orologio biologico ha già suonato ed è già tempo di parrucchiere, cerette, palestra e push-up. Belle. Da coltivare.
Belle senza amore: sono figlie cresciute, sono libere ed autonome ma stanno dalla mamma, sanno tutto di fitness, body-care e vita notturna, portano la loro Yaris a lavare dentro e fuori due volte alla settimana, hanno i colpi di sole, gli occhiali griffati, l'ombelico sempre in vista e ben abbronzato dai primi di giugno, inondano l'aria dei loro costosissimi profumi e programmano esclusive vacanze all'estero; si accompagnano spesso ad amiche un po' imbranate, alle quali spiegano regolarmente "come si vive". Al mare non le vedi; loro non vanno al mare! Loro vanno ospiti di Mimmi, quello che ha la casa al mare vicino alla villa di ... Ma sono sole, nonostante tutti gli sforzi per essere perfette, sono sole. Hanno delle storie, spesso brevi; sognano Brad Pitt e Johnny Depp, e li ricercano nei costantini palestrati microcefali al bancone, che bevono rigorosamente un analcolico e nei pusher di coca in ecopelle. Belle per niente. Da evitare.
Belle porche: le riconosci subito, a qualunque delle tre categorie appartengano, hanno tutte lo stesso inequivocabile marchio: sesso. In genere è lo sguardo un po' languido, che proiettano sul mondo circostante come un faro; in altri casi è un particolare anatomico, come un labbro un po' cadente, un neo malizioso, un culo tremolante come le ballerine di samba; in altri ancora è la passione per un certo modo di vestire fatto di tacchi alti, gonne di seta leggerissima e orecchini vistosi degni della figlia del pirata Morgan. Spesso inconsapevoli della loro essenza, catturano gli sguardi tutti i maschi nel raggio di cento metri, divenendo, ovunque si trovino, il sorvegliato numero 1. Belle. Da sognare.






