venerdì 27 luglio 2007

Belle donne

Raccolgo l'invito urbi et orbi di Galatea, che in questo post, compila un campionario dei "belli", e provo a fare il mio personale campionario delle "belle"

Belle mamme: sono le mogli, le sorelle, le colleghe; sono quelle che fanno la fila alla cassa vicino a te. Non sono vestite all'ultima moda, sono vestite. Non sono appena uscite dalla parrucchiera, si sono pettinate in fretta prima di uscire; per andare al lavoro, per andare a portare i figli a scuola/basket/piscina/danza/etc. e di passaggio comprare latte, pane e l'ammorbidente che è finito! Sono quelle dell'ombrellone vicino al tuo, rigorosamente in due pezzi perché l'intero fa troppo "doppio brodo" e poi non asciuga mai! Lo slip casto, perché la depilazione è sempre da finire e gli addominali non sono più quelli di una volta; il reggiseno per quello che serve, per sostenere più che per coprire ciò che loro sanno bene, in fondo, a cosa serve.
Ti guardano ma non ti vedono, e se ti vedono non ti pensano, e se ti pensano... "guarda che ora si è fatta, e devo ancora..." ti hanno già dimenticato.
Lavorano, producono, interagiscono, ti ascoltano, ma non farti ingannare: non stanno pensando a te, non stanno pensando a ciò che stai loro dicendo; stanno pensando ai figli, alla casa, e a quel mobiletto che sarebbe tanto utile nel disimpegno. Belle. Da viverci.

Belle figlie: sono il trionfo della natura, sono bambine dentro un corpo di donna, cresciuto loro addosso come per incanto, forse in una sola notte, e comunque - io me la ricordo, l'estate scorsa al mare, una bambina, e oggi!? Tutto in loro, dentro e fuori è alla massima potenza, un'esplosione di ormoni ed emozioni impossibile da gestire, prima di tutto per loro, che non sanno chi sono e cosa vogliono, ma non ne sono consapevoli, e cosa significano le trasformazioni che stanno subendo; e per chi ha loro a cuore, che ci è già passato, ma ha dimenticato quasi tutto. Poi inizia la maturazione interiore, che le porterà a diventare donne oltre che sembrarlo; quanto ci vuole? non è detto, dipende da persona a persona; quello che è sicuro e che spesso quando ciò avviene, l'orologio biologico ha già suonato ed è già tempo di parrucchiere, cerette, palestra e push-up. Belle. Da coltivare.

Belle senza amore: sono figlie cresciute, sono libere ed autonome ma stanno dalla mamma, sanno tutto di fitness, body-care e vita notturna, portano la loro Yaris a lavare dentro e fuori due volte alla settimana, hanno i colpi di sole, gli occhiali griffati, l'ombelico sempre in vista e ben abbronzato dai primi di giugno, inondano l'aria dei loro costosissimi profumi e programmano esclusive vacanze all'estero; si accompagnano spesso ad amiche un po' imbranate, alle quali spiegano regolarmente "come si vive". Al mare non le vedi; loro non vanno al mare! Loro vanno ospiti di Mimmi, quello che ha la casa al mare vicino alla villa di ... Ma sono sole, nonostante tutti gli sforzi per essere perfette, sono sole. Hanno delle storie, spesso brevi; sognano Brad Pitt e Johnny Depp, e li ricercano nei costantini palestrati microcefali al bancone, che bevono rigorosamente un analcolico e nei pusher di coca in ecopelle. Belle per niente. Da evitare.

Belle porche: le riconosci subito, a qualunque delle tre categorie appartengano, hanno tutte lo stesso inequivocabile marchio: sesso. In genere è lo sguardo un po' languido, che proiettano sul mondo circostante come un faro; in altri casi è un particolare anatomico, come un labbro un po' cadente, un neo malizioso, un culo tremolante come le ballerine di samba; in altri ancora è la passione per un certo modo di vestire fatto di tacchi alti, gonne di seta leggerissima e orecchini vistosi degni della figlia del pirata Morgan. Spesso inconsapevoli della loro essenza, catturano gli sguardi tutti i maschi nel raggio di cento metri, divenendo, ovunque si trovino, il sorvegliato numero 1. Belle. Da sognare.

lunedì 23 luglio 2007

Un briciolo di verità


Non c'è niente da commentare a mio parere; l'anestesista Mario Riccio è stato prosciolto.
Ha agito nel rispetto della Costituzione, e, quel che conta di più, ha agito nel rispetto delle volontà del paziente.
Lasciate che un laico, ateo e relativista si goda i pochi momenti in cui si ha almeno l'impressione di vivere in uno Stato di diritto.

E il pensiero corre a Giovanni Nuvoli. (Aggiornamento: poche ore dopo questo post è morto anche Giovanni Nuvoli, ancora con il respiratore in funzione)

Da vedere anche questo. E se volete sentire anche l'altra campana, armatevi di laica pazienza e andate a leggere anche questo articolo, pubblicato dal portale di informazione ZENIT, "una agenzia di informazione internazionale no-profit formata da una équipe di professionisti e volontari convinti della straordinaria ricchezza della Chiesa cattolica, e in particolare della sua Dottrina sociale, come luce attraverso la quale comprendere la realtà."

giovedì 19 luglio 2007

mercoledì 11 luglio 2007

E' successo, quindi può succedere di nuovo

A vantaggio di davide e marcoz, appena rientrati dalle ferie, segnalo qui ciò che secondo me si sono persi la settimana scorsa. Non me ne abbiano gli altri, ma a mio personale giudizio, il blogger della settimana è lui: Poldone (che vedete qui sotto rappresentato così come lo immagino io)

Le motivazioni sono due.

Ha pubblicato un post di quelli che lasciano il segno, dissacrando niente meno che PPP ed ha difeso la sua creatura a viso aperto sotto il fuoco incrociato mio e di egine che gliene abbiamo detto di tutti i colori (leggete nei commenti).

Ha realizzato a mano, con forbici, colla spago e uncinetto, il più bel template che si sia mai visto, a tre colonne, camera, bagno e ripostiglio per le scope!

Da vedere anche questo post della cara bippina; mai, da quando frequento il suo blog mi capitò di sentirla così scossa, al limite della disperazione, per il suo amore. Che avete capito? Napoli!

venerdì 6 luglio 2007

Mettetevi comodi ...

... allontanate cose o persone moleste ....

... fate partire il brano ...

... e ditemi voi ...

... se questo non è sesso orale fatto con passione.

giovedì 5 luglio 2007

Così postavo qualche mese fa

domenica 28 gennaio 2007

Possibilità, numero, caso, selezione

Dio non esiste
Mi ritrovo a scavare nella mia infanzia alla ricerca del primo riflesso di ribellione alla religione insegnatami dai miei genitori; mi sembra di ricordare la rabbia e la delusione per la morte di un passerotto trovatello, al quale non furono di nessun giovamento le sentite preghiere rivolte al cielo. Da lì la prima considerazione: dio non esiste.
Più tardi, nella pubertà, con la scoperta della sessualità, la seconda verifica; ciò che a me pare buono e desiderabile la religione condanna senza appello: dio non esiste e i suoi presunti ministri non sono credibili.

La religione non serve
Più avanti, le scorribande, la trasgresione, lo sballo, i tanti compagni di giovinezza caduti nella droga, nell'alcol, nella depressione, dove a salvarci furono l'amor proprio, gli amici, la povertà e "certe canzoni, che uscivan dalla radio di Silvia, seduta a cercare le stazioni" e non certo il buon prete di periferia che ti attirava con l'offerta di dialogo, per il quale lui stesso non era preparato, che diveniva troppo precocemente un fallito indottrinamento. Terzo passo; dio non esiste, i suoi presunti ministri non sono credibili, la religione non serve.

Figli del caso
Nel mentre, gli studi liceali di filosofia, alcune letture, gli accesi dibattiti durante l'ora di religione, trasformate in un processo alla Chiesa, sempre alla ricerca delle risposte che tutti cercano: chi sono, da dove vengo, dove vado e soprattutto perchè. E qualcuna ho anche provato a darmela.
Questo è uno degli infiniti mondi possibili, retto dalle sue leggi fisiche, mosso dal caso e guidato dalla selezione naturale. L'uomo, la sua biologia, la sua intelligenza, il suo senso etico e persino le strutture socio-politiche in cui egli vive sono uno degli attuali prodotti di questo mondo.

La condizione umana
Il singolo, quand'anche consapevole, eredita pressocchè passivamente la condizione umana in cui si trova a vivere e cerca le sue risposte e la sua strada contribuendo ad alimentare, assieme a tutti gli altri, il corso del divenire.
Ciò che lo spinge su questa strada lo chiama "bene", ciò che la rallenta lo chiama "male", indipendentemente dal fatto che quel "male", almeno nelle intenzioni, è il "bene" di qualcun'altro.
Ognuno è responsabile del proprio "bene" e solo a se stesso è tenuto a rispondere, indipendente dal premio o dalla sanzione che l'umano consorzio riterrà di applicare ai suoi comportamenti.

Le istituzioni
Le istituzioni, come lo stato liberale e lo stato di diritto, che tengono in considerazione questi presupposti, mi danno la sensazione di essere in grado di spingermi sulla mia strada, o almeno di non frenarmi; altre, che postulano l'esistenza del "bene in se", qualunque esso sia, mi fanno temere che mi vogliano portare da qualche altra parte, e, anche quando non ne intuisco il perchè, non fanno il mio "bene" e dico: no, grazie!

domenica 1 luglio 2007

J'accuse di Pannella

Piove, Capezzone ladro!
(e ci ripensa sulla pena di morte)

Anche gli angeli mangiano fagioli

Non ho l'ansia di definirmi capezzoniano, che comunque apprezzo molto, ma certamente ho avuto più volte occasione di esprimere la mia profonda stima e ammirazione per Massimo Bordin e per Radio Radicale da lui così ben diretta - in una voce, tutte le voci - senza tralasciare il fatto che Stampa e Regime (specialmente quella diretta da lui) è per me un "cult", una delle poche occasioni di essere informati e di capire l'attualità inquadrandola nello sfondo della storia degli ultimi 100 anni.

Si può quindi immaginare quale delusione, quale dispiacere, quasi dolore, io stia provando a prendere atto che Massimo Bordin ha soppresso la rassegna stampa domenicale condotta con successo da Daniele Capezzone, per evidenti motivi politici; non sono infatti, a mio parere, le divergenze tra la linea editoriale della radio e il modo di condurre la trasmissione di Capezzone ad aver causato il suo allontanamento, ma le divergenze politiche tra lo stesso Capezzone e la dirigenza radicale ligia ai "dictat pannelliani". Per me è il crollo di un mito, la fine di un idillio, il ritorno con i piedi per terra: anche gli angeli mangiano fagioli, e, loro malgrado, talvolta qualche peto scappa anche a loro.

Dichiarazione di Daniele Capezzone, Presidente della Commissione attività produttive della Camera (28 giugno)

Dunque, ho appreso ieri sera dal giornalista del Foglio Christian Rocca (non dal direttore di Radio Radicale Bordin, che non ho il piacere di sentire da quattro settimane, cioe’ da quando mi comunico’ la soppressione della mia intervista settimanale) che ora e’ soppressa anche la mia rassegna stampa della domenica.

Che dire? La cosa si commenta da se’, e spiace che una persona stimabile come Massimo Bordin debba ricorrere ad alibi e pretesti per “giustificare” quel che e’ sotto gli occhi di tutti, e cioe’ la chiusura di due spazi di parola e di comunicazione.

Ci sara’ da ridere (amaramente) la prossima volta che sentiremo parlare di “bavagli”…Siamo dinanzi a una brutta pagina, mi pare: e segni evidenti di settarismo e intolleranza si manifestano e si affermano proprio dove, e cioe’ in casa radicale, si e’ tante volte insegnato a combatterli.