giovedì 11 settembre 2008
mercoledì 10 settembre 2008
La fede secondo Sartre
"L'uomo sensato cerca penosamente, egli sa che i suoi ragionamenti sono soltanto probabili, che altre considerazioni subentreranno a metterli in dubbio; non sa mai molto bene dove va; è "aperto", può passare per esitante. Ma ci sono invece alcuni che sono attratti dalla stabilità della pietra. Vogliono essere massicci ed impenetrabili, non vogliono cambiare: dove li condurrebbe mai il cambiamento? Si tratta di una originaria paura di se stessi e di una paura della verità. E ciò che li spaventa non è il contenuto della verità, che essi nemmeno sospettano, ma la forma stessa del vero, questo oggetto di approssimazione indefinita. È come se la loro stessa esistenza fosse perennemente in sospeso. Ma essi vogliono esistere tutto in una volta e subito. Non ne vogliono sapere di opinioni acquisite, le desiderano innate; poiché hanno paura del ragionamento, vogliono adottare un modo di vita in cui il ragionamento e la ricerca non abbiano che una parte subordinata, dove si cerchi solo quello che si è già trovato, dove si diventi ciò che già si era." [Jean-Paul Sartre, L'antisemitismo, capitolo primo]
giovedì 4 settembre 2008
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