lunedì 26 marzo 2007

Dizionalioz di concollenza (unofficial site)

Certificati: personaggi accreditati di un sicuro successo con le donne

Conservazione: attività difficile da compiersi senza l'assistenza di una domestica

Ossidazione: alimentazione di carnivori con arti di top-model

mercoledì 21 marzo 2007

Liberal nos domine


Mi trovo, come al solito, a ispezionare il blog di Arci, e vedo che da LucaBagatin si parla di liberalsocialismo e scuola pubblica. Piatto ricco, mi ci ficco, e mi improvviso in un commento che dice circa così:

Trovo il progetto di aggregazione di laici-liberalsocialisti-repubblicani molto interessante e utile; si puo dire di noi quello che i dominatori spagnoli dicevano delle genti sarde: pocos, locos e malunidos (pochi, scemi e divisi tra loro). Ergo una casa comune ci vuole (vedere il recente De Michelis a Bertinoro)
Il manifesto sulla scuola è un passo nella direzione giusta e tutto molto condivisibile.
Io attribuisco però alla parola "pubblico" un significato specifico; un servizio è pubblico quando è rivolto al pubblico e vi possono accedere tutti in condizioni di parità; cosa differente è la natura di chi lo eroga. Io mi ritengo un liberalsocialista ma non ho niente in contrario alle scuole istituite da privati (preti compresi), a patto che operino in forza di una convenzione con lo Stato che imponga programmi, standard, democrazia interna, pluralismo, contratti regolari, etc.
A queste condizioni va bene anche che lo Stato paghi tutti gli stipendi e i costi.
Se invece qualcuno vuole farsi una scuola negazionista, dogmatica e creazionista (per dirne tre a caso), libero, se non vìola il codice penale, di istutuirla (e gestirla) senza oneri per lo Stato.
Però, a quel punto forse il valore legale del titolo una qualche funzione ce l'avrebbe pure.

L'immagine "La nascita di Venere" di Botticelli (fonta Wikipedia) non c'entra niente col post, ma non trovandone una appropriata, ho fatto come quel comico di cui adesso mi sfuge il nome che metteva le battute sul retro di una cartoline perchè, diceva, se non piace la battuta, almeno piace la cartolina!

lunedì 19 marzo 2007

Molecole/02

- Papà, che cos'è un calesse?
- Figliolo - cosa non è - un calesse!

sabato 10 marzo 2007

Le quote rosa sono una stronzata


Le quote rosa sono una stronzata. E non perchè io sia contrario alla partecipazione delle donne alla politica, anzi! È che trovo la soluzione al problema sbagliata, oltre che incostituzionale.

Incostituzionale, leviamocelo subito di mezzo, perchè garantire un numero X di donne in parlamento comporta che uomini con un maggior numero di voti dovrebbero lasciare il posto a donne con un numero minore , così mandiamo a farsi benedire in un colpo solo l’uguaglianza del voto e il divieto di discriminiazione in base al sesso.

Sbagliata perchè tende a mimetizzare la punta dell’iceberg rappresentata dal problema della rappresentanza politica femminile ritenendo, secondo me a torto, che questo contribuirà a frantumare l’iceberg della condizione femminile, per la quale si continua a non fare niente.

Nell’Italia in cui sono cresciuto io, la condizione femminile non ha più niente a che vedere con la sottomissione al maschio, il confinamento ai fornelli o tuttalpiù ai “lavori femminili”. Le mie sorelle, le mie colleghe di studio prima e di lavoro poi, la mia compagna di vita, le ho viste versare pochi tributi all’altare della superiorità maschile, in virtù di una parità che fa parte dei questa società ormai da molti anni.

Ciò che continua a rappresentare un effettivo elemento di handicap per una donna è dover scegliere tra figli e carriera, consapevole del fatto che ognuna delle due rende l’altra talmente ardua e irta di ostacoli da decretarne spesso l’abbandono. Sono di comune conoscenza tanti casi di donne che al secondo figlio lasciano il mondo del lavoro, per cercare talvolta di tornarci, con gravi problemi di decadimento professionale, alla soglia della menopausa, come quelle donne che hanno fatto carriera e fuori tempo massimo cercano una maternità senile.

Però vanno in pensione cinque anni prima dei colleghi (altra discriminazione incostituzionale). Però se si candidano hanno una parte di sedie riservate a loro, magari quelle più vicino al bagno, perchè si sa, le signore hanno esigenze diverse.

La vera parità di opportunità l’avremo quando una donna che rimane in attesa verrà posta a totale carico della collettività sino al terzo anno di vita del bambino, con reddito di sostegno, azzeramento delle spese mediche, assistenza domiciliare gratuita, baby sitter e nido gratuiti, questi ultimi anche aziendali, per quelle che preferiscono anticipare il rientro al lavoro.

Responsabilità sociale dell’impresa avrà un significato quando il tasso di fertilità delle lavoratrici impiegate sarà preso a base di calcolo per le imposte da pagare allo stato, perchè, non sarà che se le tue dipendenti hanno al massimo un figlio è perchè sono stanche di elemosinare permessi, di giustificarsi per non poter partecipare a riunioni serali fissate all’ultimo momento e di vedersi scavalcate nella carriera da quelle che hanno le tube chiuse?

Allora ecco perchè le quote rosa sono una stronzata, la pensione alle donne prima è una stronzata, gli alimenti al coniuge separato sono una stronzata. Uomini e donne sono uguali sotto tutti i punti di vista fino a che concorrono liberamente sul mercato e nella società. Le madri (e i padri) svolgono un ruolo fondamentale per la società ed in questo vanno promosse e sostenute, lasciando poi a loro la scelta, libera, di lavorare e darsi alla politica. Potrebbero decidere anche di continuare a farne poca, che ne sappiamo.

domenica 4 marzo 2007

Inavvertita assenza

Questi sono i primi digiti che riesco a postare dopo una full-immersion influenzale, brutta, quest'anno...

venerdì 2 marzo 2007

C'è chi per la musica ha orecchio...

Se non vi basta, seguite Marcoz e andate a vedere anche qui.
Quando si dice, corrispondenza d'amorosi sensi!!!